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Oltre 10 chili di cocaina nascosti in un doppiofondo dell'auto, arrestato al valico di Brogeda

July 15, 2026

La droga era occultata negli schienali dei sedili posteriori di una vettura con targa slovena diretta in Svizzera. Decisivo il fiuto delle unità cinofile e i controlli congiunti di Guardia di Finanza e Agenzia delle Dogane

Generico 13 Jul 2026

Trasportava oltre 10,7 chilogrammi di cocaina nascosti in un sofisticato doppiofondo ricavato all’interno degli schienali dei sedili posteriori della propria auto. Per questo un cittadino sloveno è stato arrestato nei giorni scorsi al valico autostradale di Brogeda, mentre era diretto in Svizzera.

L’operazione è stata condotta dal personale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, in servizio presso il Distaccamento di Ponte Chiasso, insieme ai militari del Gruppo della Guardia di Finanza di Ponte Chiasso, impegnati nelle quotidiane attività di contrasto ai traffici illeciti lungo i valichi di confine.

A insospettire gli operatori sono stati alcuni particolari all’interno dell’abitacolo: un’insolita quantità di lattine, merendine e altri rifiuti sparsi sul pavimento dell’auto, oltre alla presenza di un seggiolino per bambini nonostante a bordo non vi fossero minori. Circostanze che hanno spinto gli agenti ad approfondire il controllo sulla persona, sui bagagli – praticamente assenti – e soprattutto sul veicolo.

Le verifiche tecniche, effettuate con il supporto delle unità cinofile, hanno consentito di individuare un capiente doppiofondo, realizzato con un sistema di lamiere ad apertura meccanica, all’interno del quale erano nascosti dieci panetti di cocaina, confezionati con diversi strati di cellophane, per un peso complessivo di oltre 10,7 chilogrammi.

Per cercare di ingannare il fiuto dei cani antidroga, il vano era stato cosparso di polvere di caffè, un espediente che però non è bastato a evitare il ritrovamento dello stupefacente.

L’uomo è stato arrestato con l’accusa di traffico di sostanze stupefacenti, in violazione dell’articolo 73 del Testo unico sugli stupefacenti, e trasferito nel carcere di Como Bassone, a disposizione dell’autorità giudiziaria.

Come previsto dalla legge, il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e l’eventuale responsabilità dell’indagato potrà essere accertata solo con una sentenza definitiva.

L’operazione si inserisce nel dispositivo di controllo permanente attuato ai valichi di confine grazie alla collaborazione tra Agenzia delle Dogane e Guardia di Finanza, finalizzata a contrastare il traffico internazionale di sostanze stupefacenti e gli altri traffici illeciti.

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