Introduzione
La decisione della Banca centrale europea di rialzare il costo del denaro di un quarto di punto percentuale, nel tentativo di tenere a bada l’inflazione, ha ricadute a cascata su più fronti. Non intacca soltanto il valore dei mutui, ma agisce anche sui risparmi che si trovano nei conti deposito, spingendo al rialzo il tasso di rendimento applicato.
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Quello che devi sapere
I tassi d’interesse nell’Eurozona
Lo scorso 10 settembre, la Bce ha portato il tasso sui depositi dal 2,25% al 2,50%, quello sui rifinanziamenti principali al 2,65% e quello sui prestiti marginali al 2,90%, dopo che l'inflazione è balzata in agosto al 3,3%, raggiungendo i massimi dal settembre 2023, con la corsa del gas e del petrolio dovuta alla guerra in Medio Oriente. La nuova stretta è arrivata dopo quella di giugno e dopo la pausa di luglio e non si escludono ulteriori rialzi da qui alla fine dell’anno.
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I conti deposito
Come detto, il valore dei tassi di interesse ha effetti sui risparmi che gli italiani (e tutti gli europei) hanno deciso di mettere da parte nei conti deposito, per ottenere un interesse, invece che lasciarli fermi sul conto corrente, proteggendoli così dall’inflazione. I conti deposito (che possono essere liberi, cioè con la possibilità di ritirare i soldi secondo le condizioni del contratto, oppure vincolati, cioè con il denaro bloccato per un periodo determinato) hanno quindi lo scopo di remunerare la liquidità. Con i conti correnti, al contrario, tendenzialmente si gestiscono direttamente i soldi.
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Come i tassi influenzano i conti deposito
Come spiega un’analisi di Facile.it, molti istituti di credito (soprattutto quelli digitali) hanno deciso di rivedere al rialzo le condizioni contrattuali dei conti deposito offerti dopo l’aumento dei tassi, con l’obiettivo di attirare nuova liquidità. Si sta registrando così una crescita dei rendimenti medi: quelli per i conti vincolati a 12 mesi sono cresciuti di circa 30 punti base, quelli con vincoli a cinque anni anche di 50 punti base.
Le migliori offerte disponibili in Italia
Esaminando le migliori offerte disponibili online allo scorso 16 settembre, gli esperti spiegano che i tassi dei conti deposito arrivano al 3,90% per i conti vincolati a 5 anni, al 3,50% per quelli a vincolati a un anno e al 3% per quelli svincolati.
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Il trend in Europa
Il trend era già stato segnalato dopo il rialzo dei tassi da parte della Banca centrale europea dello scorso giugno ed era stato riscontrato in molti Paesi europei, sulla base dei dati ufficiali diffusi da Eurostat aggiornati al mese di luglio 2026.
Gli indici di rendimento più vantaggiosi in Europa: Italia quarta
Facile.it ha preso in considerazione i rendimenti dei conti deposito con vincolo superiore a due anni in vari Stati europei. I Paesi dove le condizioni contrattuali sono diventate più vantaggiose per i risparmiatori sono soprattutto quelli della zona Baltica: in Lituania l’indice medio annuo lordo è arrivato a toccare il 3,34%, in Estonia il 3,08% e il Lettonia il 2,99%. Al quarto posto c’è l’Italia, con il 2,84%, seguita da Paesi Bassi e Slovacchia, dove il tasso medio lordo è pari al 2,75%.
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L’Italia sopra la media europea
La cifra raggiunta in Italia si posiziona al di sopra della media europea del 2,57% e sopra molti altri grandi Paesi europei. Per fare qualche esempio: in Francia il rendimento lordo medio segnalato è del 2,73%, in Germania è del 2,70%. In Irlanda si è fermato al 2,05%.
I Paesi con i rendimenti meno vantaggiosi
In fondo alla classifica si trovano invece Spagna e Croazia, rispettivamente con rendimento all’1,62% e allo 0,96%.
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Cosa sta succedendo ai conti correnti
Se si guarda ai conti correnti, la situazione è opposta. I rendimenti offerti ai clienti si aggirano su cifre basse in tutta Europa, evidenzia Facile.it. Sempre prendendo come parametro il mese di luglio, il tasso lordo in media era dello 0,28% all’anno. Il Paese con le condizioni migliori è il Lussemburgo, allo 0,6%, mentre in alcuni Stati si registravano tassi vicini allo zero, come in Grecia, Croazia e Portogallo. L’Italia era allo 0,19%. Questo non significa che non esistano conti correnti con offerte remunerative. “Sebbene il conto corrente nasca come strumento per gestire liquidità e spese correnti, non per mettere a reddito i propri risparmi, il consiglio è quello di confrontare le offerte delle diverse banche perché non mancano istituti di credito, soprattutto online, che offrono una remunerazione interessante, con tassi che in alcuni casi possono arrivare fino al 4% lordo annuo, battendo addirittura i migliori conti deposito”, sottolineano gli esperti.
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