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Conto bloccato all'improvviso: l'incubo di un contribuente con il Fisco

July 24, 2026

Conto corrente bloccato improvvisamente e impossibilità di utilizzare il bancomat e una lunga serie di interlocuzioni con l’Amministrazione finanziaria. Può essere riassunta così la vicenda di un tecnico padovano che opera nel settore finanziario e che, come raccontato insieme al suo legale, si è trovato di fronte a una procedura di riscossione forzata avviata mentre stava regolarizzando il debito con il fisco.

Avviso bonario, cartella e pignoramento del conto

Al centro della contestazione c’è un presunto mancato recapito dell’avviso bonario che avrebbe consentito al contribuente di benefciare di sanzioni ridotte rispetto a quelle applicate con la cartella esattoriale. La vicenda è emersa all’inizio del mese, quando il contribuente si è accorto, mentre pagava un campo da tennis, che il proprio Bancomat non funzionava. Dopo le verifiche, ha scoperto che il conto corrente era stato sottoposto a pignoramento da parte dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione.

Da questo momento, sono partiti vari tentativi di ottenere chiarimenti e risolvere la situazione senza che, almeno finora, si sia arrivati a una conclusione definitiva. Secondo la ricostruzione fornita dal consulente fiscale, tutto avrebbe avuto origine l’11 marzo, quando il contribuente ha ricevuto una cartella esattoriale con la richiesta di versare circa 20.000 euro relativi a mancati pagamenti Irpef, comprensivi di sanzioni e interessi, entro sessanta giorni. Un importo che non viene contestato dall’avvocato, che però si sofferma sulla procedura seguita. “Tasse dovute che in sé non contestiamo. Il punto è che la cartella doveva essere preceduta da un avviso bonario, che riduce le sanzioni dal 30 al 10 per cento, che invece non era arrivata” afferma il consulente che insieme al contribuente si è rivolto all’Agenzia delle Entrate tramite il servizio Civis che solo il 18 Marzo gli ha inviato una risposta che invitava il contribuente a effettuare il pagamento, nei termini previsti dalla cartella, applicando imposte, interessi e sanzioni ridotte “come da avviso”, per poi presentare un’istanza in autotutela finalizzata al riconoscimento dello sgravio.

I passaggi contestati e la richiesta di riesame

“Il punto ovviamente è come sia possibile attenersi ad un avviso bonario, quando la richiesta è inviata proprio perché non è arrivato” spiega l’avvocato che ha ricostruito autonomamente il piano dei pagamenti con sanzioni ridotte: la prima rata sarebbe stata versata il 16 aprile, mentre il 1° maggio sarebbe stata presentata un’istanza di autotutela, successivamente sollecitata il 13 maggio.

Il 2 Luglio sarebbe arrivato un provvedimento di sgravio parziale della cartella originaria, ma pochi giorni prima l’Agenzia delle Entrate-Riscossione avrebbe avviato il pignoramento del conto corrente. Nei giorni successivi il contribuente si è recato presso gli uffici dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione nel tentativo di ottenere chiarimenti. Dopo un primo diniego all’ingresso, racconta il consulente, è stato ricevuto e indirizzato all’Agenzia delle Entrate dove gli sarebbe stato comunicato che il funzionario incaricato della pratica era assente per ferie e che sarebbe stato possibile fissare un appuntamento in videocollegamento per il 9 luglio. Solo tramite la PEC il tributarista ha richiesto il riesame completo della posizione del contribuente, lo sgravio totale della cartella, un confronto tra Agenzia delle Entrate e Agenzia delle Entrate-Riscossione e il ripristino delle somme presenti sul conto corrente, evidenziando anche la necessità di poter far fronte ai prossimi impegni economici, tra cui il pagamento della rata del mutuo.

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