Introduzione
I conti correnti in Italia sono diventati più cari nel corso degli ultimi dieci anni, ma è cresciuto anche il valore dei depositi in banca delle famiglie. È quanto ha rilevato Adusbef (Associazione Difesa Utenti Servizi Bancari) che ha realizzato uno studio per analizzare l'andamento dei risparmi e dei depositi negli istituti di credito. Secondo Antonio Tanza, il presidente Adusbef, “la crescita dei depositi bancari degli italiani è un segnale che riflette la volontà delle famiglie di proteggersi in un contesto di persistente incertezza economica. Tuttavia, questo dato non deve essere interpretato come un indicatore di maggiore benessere diffuso: spesso il risparmio è frutto della rinuncia ai consumi e di un atteggiamento prudenziale. È fondamentale che il sistema bancario valorizzi questi risparmi con condizioni trasparenti e remunerazioni adeguate, tutelando i consumatori e sostenendo al tempo stesso la fiducia nell’economia”. Ecco i dati e i consigli su risparmiare sul conto corrente.
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Quello che devi sapere
L’aumento del costo del conto corrente
In Italia il costo di gestione di un conto corrente è salito in 10 anni del +23%, e nello stesso periodo è cresciuto il valore dei depositi in banca delle famiglie, che nel 2026 ha sfiorato quota 1.163 miliardi di euro, seppur con enormi differenze sul territorio. In base agli ultimi dati della Banca d'Italia il costo di gestione di un conto corrente è passato da una media di 82,2 euro a 101,1 euro (+18,9 euro). Adusbef ha spiegato che ad influire sull'incremento sono in particolar modo le spese variabili (bonifici, pagamenti, prelievi, ecc.), che segnano un aumento del +34,2% (in media da 26,6 a 35,7 euro), con le sole "spese per disposizioni" che crescono in 10 anni del +62,6%. Le spese fisse (canoni, carte, ecc.) registrano un incremento più contenuto pari al +17,6%, passando da 55,6 a 65,4 euro.
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Il valore dei depositi bancari
Lo studio di Adusbef ha analizzato poi il valore dei depositi bancari, ossia le somme che le famiglie italiane hanno a disposizione sul conto corrente (ad esclusione delle forme di liquidità remunerata o vincolata). Alla data del 31 maggio 2026 le famiglie consumatrici conservano in banca un totale di 1.163 miliardi di euro, ma le differenze sul territorio sono fortissime. La Lombardia, con depositi per quasi 239 miliardi di euro, detiene il 20% di tutta la ricchezza depositata sui conti correnti italiani, seguita ad enorme distanza da Lazio (122 miliardi) e Veneto (105 miliardi). Chiude la classifica la Valle d'Aosta con circa 2,8 miliardi.
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Quali sono le provincia più ricche e le più povere
Se però si considera il valore dei conti correnti in rapporto alla popolazione residente nelle varie zone d'Italia, si scopre che la provincia più "ricca" in termini di soldi depositati in banca è Bolzano, con una media di quasi 30.400 euro pro-capite, seguita da Milano (27.900 euro a residente), Piacenza (26.800 euro), Sondrio (26.000) e Belluno (25.650). La provincia con i conti correnti più bassi è Crotone, con una media di 9.679 euro a residente, seguita da Sassari (9.741 euro) e Nuoro (10.600 euro circa).
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Quanto crescono i depositi bancari
In termini nominali il valore dei depositi sui conti correnti è cresciuto del +28,3% in 10 anni, passando dai circa 906 miliardi di maggio 2026 agli attuali 1.163 miliardi, ma nello stesso periodo l'inflazione complessiva è risultata pari al 23,6%: al netto di tale componente, l'aumento della "ricchezza" si ferma al +4,7%. Il Trentino Alto Adige segna l'incremento nominale più elevato, pari al +43,2% tra il 2016 e il 2026, seguita da Sardegna (+42,7%) e Friuli Venezia Giulia (+39,7%). Fanalino di coda Marche (+10,6%) e Liguria (+14,5%).
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Come risparmiare sul conto corrente
I conti correnti possono avere dei costi come l’imposta di bollo, le commissioni se si va i rosso o le operazioni allo sportello. Bisogna ricordare che l’imposta di bollo pari a 34,20 euro annui, non è dovuta se la giacenza media del conto corrente si mantiene sotto i cinquemila euro. La liquidità sul conto ordinario non è remunerata e perdere di valore a causa dell’inflazione, meglio quindi tenere sul conto solo le somme necessarie per la gestione ordinaria delle uscite mensili ed eventuali spese impreviste. Se si va in rosso, sono previsti costi, sotto forma di interessi e commissioni, che possono anche essere elevati.
I prelievi e le operazioni allo sportello
Generalmente le operazioni allo sportello sono più costose rispetto a quelle fatte tramite home banking o presso gli sportelli Bancomat. Bonifici, F24 e pagamenti di bollettini possono essere effettuati velocemente e gratuitamente online sull’app o sul sito della propria banca. I prelievi e i versamenti tramite gli ATM evoluti all’interno della propria banca. Meglio evitare di usare gli sportelli bancomat di altri istituti bancari per fare prelievi perché c’è una commissione da pagare.
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Domiciliazione delle bollette e carta di credito
Un altro metodo per risparmiare è la domiciliazione delle bollette e delle spese, come il bollo auto. In questo modo non si rischia di dimenticare una scadenza e dover pagare la penale e, spesso, si ottengono anche sconti applicati dagli stessi fornitori se si sceglie la domiciliazione. Attenzione anche alle carte di credito che non sono tutte uguali, è bene controllare voci come l’importo del canone annuale; le commissioni richieste per ogni operazione; il tasso d’interesse legato ai pagamenti a rate, se si utilizza questa modalità; i servizi aggiuntivi compresi (coperture assicurative, programmi fedeltà, rimborsi in cashback). In questo modo si possono scoprire opzioni più convenienti rispetto a quelle proposte direttamente dalla propria banca.
Per approfondire: Tutte le ultime notizie su investimenti e risparmio
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