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Coperion, nuove tensioni: "È stato di agitazione. Calpestati tutti i diritti"

July 30, 2026
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L’annuncio dei sindacati dopo la richiesta dell’azienda di aumentare gli straordinari "Vogliono trasferire rapidamente competenze e conoscenze ai colleghi tedeschi".

Sono 80 le persone, dipendenti di Coperion, che rischiano di perdere il lavoro (foto BP)

Sono 80 le persone, dipendenti di Coperion, che rischiano di perdere il lavoro (foto BP)

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La vertenza Coperion si inasprisce e lo scontro tra azienda e lavoratori sale di livello proprio mentre il territorio prova a serrare le fila attorno alle 80 famiglie coinvolte. Dopo il voto unanime del Consiglio comunale di Ferrara, che ha approvato una mozione per chiedere il ritiro della procedura di licenziamento collettivo e la salvaguardia dell’intero perimetro occupazionale, ieri è arrivato un nuovo capitolo destinato ad alimentare tensioni e polemiche.

Al termine dell’assemblea sindacale nello stabilimento, infatti, la direzione aziendale avrebbe chiesto ai dipendenti un massiccio ricorso allo straordinario per accelerare il trasferimento del know-how ai colleghi tedeschi. Una richiesta che le organizzazioni sindacali definiscono "inaccettabile" e che ha portato alla proclamazione dello stato di agitazione. La partita, insomma, entra in una fase ancora più delicata.

Sul tavolo resta la procedura di licenziamento collettivo avviata dalla multinazionale Hillenbrand, proprietaria di Coperion, che coinvolge circa 80 lavoratori del sito ferrarese. Una decisione che aveva provocato una levata di scudi trasversale della politica. Maggioranza e opposizione avevano infatti trovato una rara convergenza, approvando all’unanimità un documento con cui Palazzo Municipale chiedeva il massimo impegno istituzionale per scongiurare la chiusura e difendere un presidio strategico.

Nel frattempo, però, il confronto con l’azienda si è ulteriormente irrigidito. Secondo Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil, dopo la conclusione dell’assemblea di ieri, la direzione avrebbe chiesto ai dipendenti un doppio turno di lavoro straordinario in tempi molto ristretti. L’obiettivo sarebbe garantire la continuità delle commesse evitando penali. Ma, secondo i confederali, dietro quella richiesta ci sarebbe soprattutto la necessità di trasferire rapidamente competenze tecniche e conoscenze professionali ai colleghi tedeschi, così da consentire il trasferimento della produzione una volta completata la chiusura dei siti italiani.

L’assemblea, ha approvato un pacchetto di ore di sciopero e proclamato lo stato di agitazione. "Siamo di fronte a un paradosso che calpesta la dignità dei lavoratori – attaccano Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil –. Prima vengono annunciati i licenziamenti, poi si pretende che siano gli stessi dipendenti a trasferire il proprio sapere per accelerare la delocalizzazione. I lavoratori non si faranno sfruttare per preparare la propria uscita".

Dal fronte sindacale arriva anche una proposta precisa per provare a uscire dall’impasse. La richiesta è quella di ritirare immediatamente la procedura di licenziamento e aprire un confronto vero sulla cessione di un ramo d’azienda, coinvolgendo interlocutori dotati di reali poteri decisionali. L’obiettivo dichiarato resta uno soltanto: salvaguardare tutti i posti di lavoro e mantenere sul territorio competenze industriali costruite in decenni di attività.

Ora gli occhi sono puntati sul tavolo convocato in Regione per lunedì 3. "Le notizie raccolte – così Giovanni Paglia, assessore regionale al Lavoro – ci deludono. Siamo determinati a mettere in campo ogni strumento per individuare una prospettiva diversa da quella proposta dal fondo Lone Star, a tutela dei lavoratori, nonché della capacità produttiva del nostro territorio".

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