Redazione 03 ottobre 2026 13:06
"Vale la presunzione di non colpevolezza". È il punto da cui parte Renato Schifani nel commentare l'inchiesta della Procura di Palermo che coinvolge Gaetano Armao, ex vicepresidente della Regione Siciliana ed ex consigliere giuridico dello stesso presidente. Schifani ne ha parlato oggi a Messina, a margine della consegna al Comune dell'area riqualificata di via Macello Vecchio, rispondendo alle domande dei giornalisti sulla vicenda giudiziaria.
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"Per quanto riguarda l'inchiesta mi rifaccio alle parole del procuratore De Lucia: vale la presunzione di non colpevolezza, ci saranno delle indagini, ma nulla a che fare con l'attività del governo regionale", ha detto Schifani.
Il presidente ha quindi mantenuto una posizione prudente sulla vicenda, evitando valutazioni sulle accuse contestate ad Armao e richiamando il principio di presunzione di non colpevolezza. "Naturalmente sono cose che non fanno piacere, è evidente che non fanno piacere, però ci saranno delle indagini, si verificherà, non posso fare valutazioni, mi rifaccio alle parole del procuratore De Lucia", ha aggiunto.
L'inchiesta e la posizione di Armao
Le dichiarazioni arrivano il giorno dopo la notizia dell'inchiesta della Procura di Palermo che ha portato a perquisizioni nell'abitazione e negli studi professionali di Armao e alla richiesta di una misura cautelare nei suoi confronti. L'indagine, coordinata dal procuratore Maurizio de Lucia, riguarda complessivamente nove persone e ipotizza reati di corruzione. Armao, che fino ad agosto ha presieduto la Commissione tecnica specialistica per le autorizzazioni ambientali di competenza regionale, ha ricevuto un invito a comparire davanti al gip per l'interrogatorio preventivo, passaggio previsto prima della decisione del giudice sulla richiesta di misura cautelare.
L'ex vicepresidente della Regione ha respinto le contestazioni e, dopo la perquisizione, ha annunciato le proprie dimissioni dall'incarico di consigliere giuridico di Schifani, sostenendo che l'imputazione provvisoria sia priva di fondamento.
Secondo l'impostazione accusatoria riportata dalle agenzie di stampa, l'indagine riguarda presunti episodi di corruzione collegati anche all'attività della Commissione tecnica specialistica e ai ruoli ricoperti da Armao. Si tratta, allo stato, di ipotesi investigative che dovranno essere sottoposte alla valutazione dell'autorità giudiziaria.
Il rapporto con il governo regionale
È proprio su questo punto che Schifani, oggi a Messina, ha voluto segnare una distinzione: secondo il presidente, la vicenda giudiziaria non riguarda l'attività del governo regionale. Una precisazione che arriva dopo le reazioni politiche suscitate dall'inchiesta e dopo le dimissioni di Armao dall'incarico di consigliere giuridico. Il presidente ha scelto di non entrare nel merito delle accuse, rimandando agli accertamenti della magistratura e ribadendo il principio di non colpevolezza. Ora il prossimo passaggio sarà quello giudiziario. Le persone coinvolte dovranno essere ascoltate nell'interrogatorio preventivo e sarà il gip a decidere sulle richieste di misure cautelari avanzate dalla Procura.
Fonte: MessinaToday