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- Corte Palasio, l’appello della moglie del sindaco Claudio Manara: “Voglio la verità sulla sua morte”
A due anni dalla scomparsa del primo cittadino del Comune del Lodigiano, morto apparentemente suicida, parla la vedova: “Grazie a una nuova perizia medico-legale sono emersi nuovi elementi”

Claudio Manara

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Corte Palasio (Lodi), 15 agosto 2026 – "Io ho bisogno di sapere la verità sulla morte di mio marito. Sono passati più di due anni, ma ci sono ancora domande alle quali sento di dover trovare una risposta”. A parlare è Debora Russo, moglie di Claudio Manara, il sindaco di Corte Palasio trovato senza vita all’interno del municipio la sera del 29 maggio 2024. A distanza di oltre due anni da quella notte, il dolore non si è spento e con lui nemmeno la sua volontà di fare piena luce su quanto accaduto.
Una richiesta che oggi torna con ancora più forza, anche alla luce di ulteriori accertamenti svolti sulla vicenda. "Non mi sono mai data pace e continuo a cercare delle risposte – racconta la donna –. Grazie a una nuova perizia medico-legale sono emersi nuovi elementi e anche nuovi spunti investigativi. Per questo sento ancora più forte la necessità di sapere cosa sia realmente successo a Claudio”.
Nessuna lettera di addio
Manara, 67 anni, era stato rinvenuto impiccato nel suo ufficio in municipio. Era sindaco dal 2019 e, proprio in quei giorni, si trovava nel pieno della campagna elettorale per ottenere un secondo mandato alla guida del paese con la lista civica Aria Nuova. La sua morte, avvenuta a pochi giorni dal voto, aveva sconvolto la comunità di Corte Palasio e portato al rinvio delle elezioni amministrative.
Non vennero trovate comunque lettere o messaggi che spiegassero le motivazioni del gesto. Sindaco dal 2019, Manara era in piena campagna elettorale e si stava ricandidando con la lista civica Aria Nuova. La sera precedente aveva partecipato a un’assemblea pubblica segnata anche da momenti di tensione come testimoniato dallo stesso sindaco in un post su Facebook poche ore prima della scoperta sua morte.
Le ipotesi dopo la morte
Sull’accaduto avevano lavorato i carabinieri, coordinati dalla Procura della Repubblica di Lodi. Fin dalle prime ore l’ipotesi presa maggiormente in considerazione era stata quella del gesto volontario, mentre gli accertamenti erano proseguiti per ricostruire il quadro nel quale era maturata la tragedia. Il fascicolo aperto dalla Procura era stato poi archiviato a inizio 2026, chiudendo sul piano giudiziario gli accertamenti sulla morte del primo cittadino di Corte Palasio.

I dubbi della moglie
Una conclusione che, tuttavia, non ha spento i dubbi della moglie. Per Debora Russo, infatti, il trascorrere del tempo non ha cancellato gli interrogativi. Dubbi e dolore che porta con sé da tempo e che oggi, alla luce dei nuovi accertamenti effettuati, tornano a farsi ancora più forti. Elementi sui quali la moglie del sindaco chiede ora che venga mantenuta alta l’attenzione, nella speranza di poter arrivare a una ricostruzione che non lasci domande senza risposta.
Non vuole puntare il dito contro nessuno e non cerca conclusioni affrettate: "Voglio soltanto che ogni elemento venga valutato e che non rimangano zone d’ombra – conclude –. Lo devo a Claudio e alla sua memoria. Dopo più di due anni, quello che chiedo è semplicemente di poter conoscere la verità”.
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