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- Cortei a Modena, centro storico blindato e presidio in piazza Roma. I commercianti: “Non cederemo alla paura”
Nel tardo pomeriggio ritrovo pacifico di gruppi di ragazzi che poi si sono sciolti. Mauro Rossi di Confesercenti: “Qualcuno pensava alla chiusura preventiva. Abbiamo scelto di dare un segnale alzando le serrande e tutto è andato bene”

Mauro Rossi, presidente di Fiepet Confesercenti Modena

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Modena, 25 ottobre 2026 – Si sono chiesti per tutta la giornata di venerdì quali strategie, azioni adottare per scongiurare eventuali danni o disordini. Qualcuno aveva pensato di non aprire affatto. Alla fine, a Modena, ha prevalso la volontà di non piegarsi alla paura. Nonostante la comprensibile tensione per annunciate manifestazioni anche nella nostra città, ieri i commercianti modenesi hanno scelto di tenere le serrande alzate.

Controlli interforze Polizia, Polizia Locale e Guardia di Finanza, zona rossa, Modena zona Tempio
Allerta massima
Contemporaneamente i cittadini non hanno rinunciato a vivere la propria città certi che, comunque, la sicurezza sarebbe stata garantita grazie alla Regia di Prefettura e questura. Le forze dell’ordine, infatti, erano già pronte a intervenire nel caso in cui si fossero palesati inattesi concentramenti nelle piazze: l’allerta era massima così come il presidio del centro storico e, ancor prima, all’esterno degli istituti scolastici dove da giorni si rincorrevano voci di manifestazioni di carattere quasi ’sovversivo’.
Nessun disordine
Studenti tutti in classe nel corso della mattinata e nessun disordine, fortunatamente al pomeriggio: alla fine qualche decina di ragazzi è comparsa in piazza Roma ma non è stato accennato alcun dibattito o manifestazione. Quel che è certo è che ieri Modena non si è comunque ’barricata’.
Le raccomandazioni, ma “non possiamo barricarci”
“I commercianti erano tutti in allerta - conferma Mauro Rossi, presidente di Fiepet Confesercenti Modena e titolare dell’omonima osteria in piazza Roma. Ieri (venerdì, ndr) ho fatto un summit spiegando agli esercenti eventuali accorgimenti da adottare in caso di disordini o situazioni rischiose. Ho infatti suggerito di chiudersi dentro senza pensare a mettere nulla in sicurezza: per prima cosa è necessario tutelare la propria incolumità - sottolinea ancora Rossi. Ma quello che ci siamo detti è che, in ogni caso, non possiamo barricarci: si farebbe passare un messaggio sbagliato e noi restiamo aperti. Le persone, oggi (ieri) in centro sono venute e la paura è stata messa da parte anche perché abbiamo già abbastanza problemi e se dobbiamo fare pure attenzione alle manifestazioni... insomma, è come sparare sulla Croce Rossa”.
"Non chiudiamo, non ci mettiamo sulla difensiva”
Rossi ha spiegato come le polemiche, le manifestazioni quelle ’sane’ siano legate a problemi oggettivi. "Non chiudiamo, non ci mettiamo sulla difensiva e speriamo che le forze dell’ordine ci proteggano perché con questa situazione, ormai, dobbiamo convivere. Le manifestazioni sono necessarie perché siamo in un momento di grande crisi - ha ribadito Rossi. I pomodorini all’ingrosso costano dieci euro al chilo; sono aumentati del 35 per cento e non solo per i commercianti, ma anche per le famiglie. Sicuramente è arrivato il momento di dare un segnale chiaro perchè avanti così non si può più andare. Siamo tutti preoccupati - conclude Mauro Rossi - anche perchè i guadagni non aumentano ma i prezzi dei prodotti si. Le chiusure, insomma, non ce le possiamo permettere e neppure i danni». In queste ore è andato dunque in scena un confronto tra i commercianti modenesi che hanno scelto di non cedere alla paura perchè sarebbe stato proprio l’obettivo di chi, da giorni, nelle chat tenta di scatenare il panico, di ingenerare un clima di terrore nella cittadinanza. «La paura è ovunque in questo momento sociale, culturale fragile e delicato - afferma Mattia Gualdi, titolare del Bar Molinari. Il timore era quello di trovarsi le attività devastate dopo i scrifici fatti in questi anni e a fronte di quello a cui abbiamo assistito in questi giorni. Le proteste pacifiche sono sempre le benvenute, sono necessarie ma quelle che sfociano in violenza e danneggiamento vanno contestate con forza. A Modena, comunque, nessuno ha pensato alle barricate e tutti abbiamo scelto, seppur con timore di lavorare».
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