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Crans Montana, ai Moretti un altro favore: «L’obbligo di firma in videocall»

August 8, 2026

Prima il carcere – per il solo Jacques Moretti – poi l’obbligo di firma quotidiano per entrambi i coniugi dopo il pagamento di una cauzione di 200mila franchi da parte di un amico misterioso e, ora, la possibilità che quell’obbligo per i coniugi Moretti si tramuti in una videoconferenza con la polizia cantonale, come da loro richiesto.

L’ipotesi di alleggerimento delle misure cautelari, cui sono sottoposti i proprietari del Constellation – nel quale il primo gennaio morirono 41 ragazzi e 115 rimasero feriti – emerge dall’ordinanza del Tribunale di Sion con cui viene prorogato, fino al prossimo 9 ottobre, il provvedimento restrittivo. 

Crans Montana, ai Moretti un altro favore

I coniugi Moretti sono indagati, con altre 13 persone, compreso il sindaco di Crans-Montana Nicolas Féraud, nell’ambito dell’inchiesta sulla strage di Capodanno. I reati contestati sono incendio, lesioni aggravate e omicidio colposi. Il giudice si dichiara «disposto a modificare la misura sostitutiva», secondo la richiesta dello stesso Moretti, ma «prima di farlo, intende accertarsi rigorosamente della fattibilità e dell’efficacia di un simile mezzo di controllo», si legge nel provvedimento contenuto negli atti dell’indagine.

Interpellato per un parere dal tribunale, il servizio per l’applicazione delle misure scrive: «Gli agenti del posto di polizia cantonale di Sierre potrebbero, a loro discrezione, prendere contatto quotidianamente con la coppia tramite una chiamata in videoconferenza. Gli interessati dovrebbero rispondere a tale chiamata dal loro domicilio o da qualsiasi altro luogo noto situato nella regione, per consentire agli agenti di verificare la loro effettiva presenza». Su questa ipotesi si dovrà pronunciare a breve la procura del Cantone del Vallese, titolare delle indagini.

Video

I coniugi Moretti sono sottoposti a limitazioni cautelari dal 9 gennaio. Jacques è stato inizialmente arrestato e poi scarcerato dopo 14 giorni, a fronte del versamento di una cauzione di 200mila franchi (214mila euro circa). Alla famiglia Moretti sono stati anche sequestrati i documenti per l’espatrio, compresi quelli dei figli, di uno e quattro anni, di cui è stata recentemente richiesta la restituzione. E ora, per scongiurare il pericolo di fuga potrebbe bastare una videochiamata. In attesa che il giudice valuti la fattibilità della richiesta avanzata dai coniugi indagati, non si placa la polemica scaturita dal no della procura del Cantone Vallese sulla richiesta di costituzione di parte civile dell’Italia che conta sei vittime e 14 feriti nella tragedia di Capodanno. 

LA POLEMICA
«Vergognosi. Su Crans Montana le autorità svizzere, sia politiche che giudiziarie che diplomatiche, stanno dando il peggio di sé. Non me lo aspettavo da un popolo civile come quello svizzero», ha dichiarato ieri il vicepremier Matteo Salvini. La decisione della procura di Sion – secondo quanto emerge dal dossier dell’inchiesta, depositato due giorni fa – è stata comunicata il 23 luglio scorso all’avvocato ginevrino Romain Jordan, che rappresenta il governo italiano. Secondo i magistrati svizzeri, «né la cittadinanza italiana di diverse vittime, né i costi sostenuti dalla Repubblica italiana per prestare assistenza ai propri cittadini vittime dei fatti perseguiti sono idonei a conferire la qualità di parte lesa». La Farnesina ha già fatto ricorso contro l’esclusione.

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