Elephants

Cremona riparte dopo la tempesta di vento e grandine: “Emergenza finita”. Non i lavori

September 5, 2026

A una settimana dalla supercella che ha devastato la città chiusa in prefettura “la fase acuta del disastro”. Viabilità, edifici storici e privati: la corsa del territorio per voltare pagina. Le scuole? “Avvio regolare”

Maltempo

Maltempo

Google

Ricevi le notizie de Il Giorno su Google

Seguici

La tempesta di vento e grandine che lo scorso venerdì, in meno di dieci minuti, ha messo in ginocchio Cremona ha danneggiato palazzo comunale, sfregiato la cattedrale, scoperchiato tetti, devastato il verde e crivellato migliaia di auto, ha ucciso centinaia di animali e distrutto 500 finestre di edifici scolastici, messo fuori uso semafori e divelto la segnaletica verticale. Ma ora, dopo sette giorni di lavoro frenetico, «la fase acuta dell’emergenza può dirsi superata. E per questo ringrazio l’intero sistema: ha saputo garantire interventi rapidi ed efficienti. I numeri sono consistenti: a oggi solo i vigili del fuoco hanno compiuto più di 500 operazioni. Ci sono migliaia di persone provenienti anche da fuori provincia che hanno lavorato per la città, così come il volontariato e le forze di polizia che stanno vigilando sui possibili atti di sciacallaggio». È quanto ha detto ieri mattina, al termine di quello che dovrebbe essere l’ultimo vertice di crisi, il prefetto di Cremona, Antonio Giannelli, a una settimana dal nubifragio che ha messo in ginocchio la città. E se le amministrazioni pubbliche lavorano a pieno regime, lo stesso si può dire per i professionisti impegnati a gestire le migliaia di auto danneggiate. Mediamente, ogni carrozziere riceve dalle 20 alle 50 chiamate al giorno per riparare carrozzerie o parabrezza.

B_A

I danni del maltempo

Cremona – Ancora centinaia di interventi da concludere. A una settimana dalla supercella che ha sconvolto Cremona, la città rimane un cantiere. E i vigili del fuoco, insieme ai colleghi di altri comandi, non hanno ancora finito di lavorare. Lo certifica il tavolo tecnico in prefettura mercoledì pomeriggio. Le squadre non hanno smesso di lavorare dal pomeriggio di venerdì scorso, quando d’improvviso il vento e la grandine hanno segnato i monumenti storici, distrutto diecimila auto e ferito 43 persone. Ieri mattina è iniziato l’intervento alla Chiesa di San Marcellino, in via Ponchielli. L’edificio seicentesco in stile barocco ha subito pesantissimi danni alla copertura a capanna. I vigili del fuoco con una gigantesca autoscala hanno ripetuto la procedura già messa in campo per il Duomo e la torre civica. Le travi, i singoli pezzi crollati vengono recuperati, poi verranno catalogati e registrati dalla Soprintendenza, in vista del successivo intervento di restauro.

Nel marzo scorso è stata presentata la Fase 2 del bando ’Progetti Emblematici Maggiori 2025’ promosso da Fondazione Cariplo, con un contributo massimo concedibile di 2.200.000 euro, che trasformerà San Marcellino in un Auditorium che accoglierà stabilmente il Monteverdi Festival. La proposta era stata presentata dalla parrocchia in partenariato con il Comune di Cremona, la Diocesi di Cremona, la Fondazione Teatro Amilcare Ponchielli e il Politecnico di Milano. Sul fronte edifici scolastici, i tavoli della giornata di mercoledì in Prefettura, di fatto hanno confermato il regolare avvio dell’anno scolastico.

«Dovremmo riuscire a garantire il regolare avvio delle lezioni» ha precisato il presidente della Provincia di Cremona Roberto Mariani: «Stiamo lavorando per garantire la partenza in sicurezza di tutte le scuole secondarie di secondo grado». Tra l’otto e il nove settembre partiranno Aselli e Ghisleri, «con soluzioni temporanee, poi verranno effettuati i lavori di ripristino», così tutte le altre scuole che partiranno il 14 settembre. I danni subiti dall’Istituto Stradivari in via Colletta, hanno richiesto l’adozione di una soluzione temporanea, ma comunque efficace. Un grosso albero caduto all’interno della scuola Anguissola potrebbe far slittare di tre giorni l’avvio delle lezioni. Analoga situazione all’Istituto Stanga di via Milano, dove uno dei grossi alberi del parco è precipitato sulla palestra. «Ci sono stati dei danni ai canali di gronde. Era appena stato ultimato l’intervento di recupero, doveva essere inaugurata proprio con quest’anno scolastico – spiega Mariani –. Il cinquanta percento dei pannelli fotovoltaici sul tetto sono stati danneggiati».

Anche a Palazzo Comunale si lavora alacremente per poter riaprire l’edificio al pubblico il prima possibile. In tutta la città sono in corso molti interventi di ripristino, in particolare si va avanti con il censimento della segnaletica verticale, con il ripristino prioritario sulle principali arterie e sulle strade più trafficate. Vi sono poi gli interventi alla reti elettriche: la furia del vento ha abbattuto diversi pali, che richiederanno settimane di lavoro per essere ripristinati.

© Riproduzione riservata