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- Crisi idrica, lo strappo. La versione di Biancani: "Mai create divisioni: l’Aato abbia coraggio"
Il sindaco risponde all’intervista del presidente Massimo Berloni sul Carlino "Assurdo accusare il sindaco di Pesaro. Numeri legali mancanti? C’eravamo".

Il sindaco risponde all’intervista del presidente Massimo Berloni sul Carlino "Assurdo accusare il sindaco di Pesaro. Numeri legali mancanti? C’eravamo".

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"A tutto c’è un limite. Descrivere l’incontro che ho promosso con i sindaci degli 11 Comuni interessati dalla stessa condotta come un’occasione per dividere i primi cittadini, o peggio ancora per dividere la costa dall’entroterra, è assurdo e fuori da ogni logica". Il sindaco di Pesaro Andrea Biancani replica così alle dichiarazioni sul Carlino del presidente dell’Aato Massimo Berloni. Al centro c’erano, tra le altre cose, la gestione dell’emergenza idrica e l’incontro promosso nei giorni scorsi con i sindaci dei Comuni interessati dalla stessa rete acquedottistica.
"Leggo le dichiarazioni del presidente e credo sia necessario fare un po’ di chiarezza, perché quando si parla di un’emergenza che ha lasciato migliaia di cittadini senz’acqua non possiamo permetterci che la discussione venga piegata alla polemica politica. Io non ci sto alla retorica secondo cui Pesaro vorrebbe dividere il territorio. È esattamente il contrario – spiega Biancani –. L’incontro che ho promosso con i sindaci dei Comuni serviti dalla stessa condotta è stato fatto con un obiettivo molto semplice e pubblicamente dichiarato: confrontarci sull’emergenza che abbiamo appena vissuto, sui progetti in corso e sulle opere che riteniamo necessarie, per arrivare poi all’Assemblea dei sindaci con una posizione il più possibile condivisa. Non è stato un tavolo alternativo e non ho mai pensato che dovesse esserlo. Le decisioni spettano all’Assemblea dei sindaci. Ma prima di arrivare a votare, credo sia normale e doveroso che i sindaci che condividono la stessa infrastruttura possano parlarsi. Anzi, la vera domanda è: perché è stato il sindaco di Pesaro a dover convocare questo confronto? Trovo triste che, davanti a quanto accaduto a Pesaro, in una delle settimane più complesse dell’anno per la presenza di turisti in città, anziché esprimere solidarietà ai cittadini e alla comunità pesarese si scelga di attaccare il sindaco – sottolinea il primo cittadino –. Da un presidente dell’Aato e da altri amministratori mi sarei aspettato prima di tutto responsabilità istituzionale e vicinanza, non polemiche politiche".
Il sindaco interviene poi sulle dichiarazioni relative alle precedenti assemblee dell’Aato e sul mancato raggiungimento del numero legale. "Vengono raccontate cose inesatte. Quando come sindaco non ho potuto partecipare, l’amministrazione era comunque rappresentata dall’assessora Mila Della Dora. L’amministrazione c’è sempre stata e ha sempre garantito la propria partecipazione. Se una proposta non è stata approvata perché non c’era il numero legale, la responsabilità non può essere scaricata sul sindaco di Pesaro. Berloni, forse, dovrebbe rivolgere le proprie rimostranze alla sua maggioranza, che quel numero legale avrebbe dovuto garantirlo. Oggi l’Assemblea dei sindaci che decide sull’acqua e sui rifiuti è governata dalla destra e anche la stessa Provincia è governata dalla destra. Venire a dare le colpe al sindaco di Pesaro lo trovo non soltanto poco corretto, ma soprattutto falso. Forse la destra dovrebbe iniziare a mettersi nell’ottica di essere maggioranza e non più opposizione. Capisco che dopo tanti anni non sia facile cambiare ruolo, ma prima o poi bisogna abituarsi anche a questo". La chiosa. "È arrivato il momento che l’Assemblea proponga progetti concreti, con una visione a lungo termine e che i sindaci abbiano il coraggio di affrontare le questioni e scegliere. Il presidente Berloni può stare tranquillo: Pesaro c’è, c’è stata e ci sarà quando arriverà il momento di votare le scelte per il futuro del sistema idrico".
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