L'azzurro è senza dubbio il suo colore d'elezione: Cristina D'Avena divenne famosa cantando la sigla degli azzurrissimi Puffi, vincendo il primo Disco d'Oro. E poi, in coincidenza con il campionato europeo di calcio "Euro 2020" - che in realtà si svolse nel 2021 causa Covid - incise una sorta di inno portafortuna.
Come nacque l'idea?
«Feci due brani remake di "Holly & Benji: due fuoriclasse". Si intitolavano "Tutto di un fiato" e "Nel cuore solo il calcio", pensata proprio come omaggio e inno per i nostri azzurri. E il testo era esemplare: cantavo "Son due cicloni questi campioni, nel loro cuore batte un pallone, sanno giocare e vogliono sfondare" e poi "Hanno la forza dell'umiltà e tanta volontà" e ancora "Vinceranno il campionato, scoppia un tifo indiavolato". E l'Italia vinse gli Europei!».
Alla guida della Nazionale c'era allora Roberto Mancini, adesso tornato a rivestire gli abiti di ct azzurro, chiamato al nuovo esordio in Nations League: fiduciosa in una vittoria bis e in un ritorno dell'Italia ai Mondiali di calcio?
«Allora devo pensare in fretta a incidere un altro inno... Mia madre era una fan accanita di Roberto Mancini calciatore, anche perché entrambi marchigiani di Jesi. Vedere l'Italia ai Mondiali mi manca davvero tanto, stiamo vivendo un'attesa troppo lunga: speriamo che il Mancio ci faccia questo grande regalo. Avevo 18 anni quando vincemmo i Mondiali in Spagna, ricordo l'urlo di Tardelli e il presidente Pertini con le braccia alzate per la gioia in tribuna d'onore. E poi, come se fosse oggi, quelli del 2006 vinti ai rigori, che non ebbi il coraggio di guardare, mi voltai spalle alla tv e chiusi occhi e orecchie: poi, al grido finale sono impazzita, sembravo una matta!».
Dal Coro dell'Antoniano, dove entrò dopo l'esibizione allo Zecchino d'Oro, ai cori dei tifosi allo stadio, il passo è breve?
«Direi proprio di sì, visto che ho cantato tanti brani che potremmo definire "corali" e alcuni proprio dedicati al mondo del pallone; uno in particolare, intitolato "Alè-oo!", parlava proprio del tifo allo stadio. "Vince chi ce la mette tutta senza arrendersi mai" diceva una strofa e un'altra incitava "per segnare, ad ascoltare il cuore" perché "il gol più bello nasce sempre dall'amore". Ed è proprio vero, il calcio è passione».
Italia a parte, il cuore di tifosa per chi batte?
«Nonostante mio padre fosse tifosissimo dell'Inter, io tifavo Juventus perché ero innamorata persa di Cabrini, il Bell'Antonio come lo chiamavano...