
I carabinieri hanno in breve bloccato un 22enne tunisino che faceva parte del trio entrato in azione

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Lo hanno puntato mentre pedalava lungo via Bezzi, in zona stazione. Poi i tre lo hanno circondato, lo hanno fatto cadere tirandolo per un braccio e lo hanno preso a calci e pugni. Non paghi, lo hanno pure accoltellato tre volte alla testa e gli hanno sottratto la mountain bike (valore 300 euro) e lo zaino con gli effetti personali tra cui i documenti e il permesso di soggiorno. Per la cruenta rapina messa a segno poco prima delle 22 di mercoledì ai danni di un 42enne tunisino, i carabinieri del Radiomobile hanno arrestato un 22enne anche lui di origine tunisina, senza fissa dimora e pieno zeppo di precedenti di polizia. Tanto che giusto 29 giorni prima era stato arrestato per lesioni a pubblico ufficiale commesse con un’arma da taglio.
Si chiama Aymen Said, è difeso dall’avvocato Nicola Laghi e può annoverare una nutrita lista di grane giudiziarie a partire dal primo episodio contestatogli nel giugno 2025, cioè a pochi mesi dall’arrivo in Italia: furto aggravato, estorsione, spaccio (con arresto il 25 febbraio), detenzione di armi, resistenza (con arresto il 30 giugno). A suo carico il questore aveva vergato un Daspo urbano violato il 19 maggio. E un avviso orale a cambiare condotta di vita che gli era stato notificato giusto il primo luglio. Una escalation culminata l’altra notte. Pochi dubbi sul suo riconoscimento visto che i militari lo hanno rintracciato a circa 200 metri alcuni minuti dopo l’aggressione: stava portando via la bici rapinata trascinandola per il manubrio e aveva ancora gli indumenti macchiati di sangue. Inoltre il 42enne lo ha riconosciuto. All’appello mancano solo il coltello. E i due compari per i quali la caccia continua. In quanto al 42enne, medicato in pronto soccorso, ha rimediato fratture nasali multiple e gli sono stati applicati 12 punti di sutura per le ferite (prognosi iniziale di 20 giorni).
"Sono stato avvicinato da tre soggetti - ha riferito il rapinato ai carabinieri - sicuramente connazionali: uno mi ha buttato a terra, mi sono rialzato e ho cercato di difendermi. Dei tre ha ricordato bene quello poi arrestato: "Di magra corporatura con indosso una maglietta bianca e un pantalone nero, capelli scuri, folti e mossi: impugnava un coltello. Mi ha sferrato alcuni colpi che ho cercato di parare ma sono stato colpito da alcuni fendenti alla testa mentre gli altri due mi sferravano calci e pugni". Alla fine il primo "mi ha sottratto la bicicletta e mi ha strappato lo zaino che tenevo in spalla". Poi tutti e tre "si sono allontanati con direzioni opposte. Ho chiesto aiuto, immediatamente sono arrivati i carabinieri". Poco dopo "ho visto un’altra pattuglia che aveva fermato uno dei tre e recuperato la mia bici: lo ho riconosciuto al 100%". Il 22enne prima è stato accompagnato in caserma e poi è stato trasferito in carcere su disposizione del pm di turno Ylenia Barbieri. Ieri mattina davanti al gip Corrado Schiaretti si è avvalso della facoltà di non rispondere. Il giudice ha convalidato l’arresto per rapina pluriaggravata e lesioni aggravate e ha disposto la custodia cautelare in carcere. Del resto le sue azioni secondo il gip rivelano un consolidato e progressivo orientamento criminale connotato da reati gravi commessi, anche con l’uso di armi o violenza fisica, con cadenza seriale e in rapida escalation nell’arco di pochissimi mesi.
Andrea Colombari
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