Le prime elezioni di membri togati al Csm dopo il referendum costituzionale che ha bocciato l’ipotesi di riforma sono fissate per il 25 e 26 ottobre e non sono indenni da uno scontro di visioni ormai circoscritto all’interno della magistratura. Nulla di particolarmente livoroso, tuttavia permane la spaccatura tra le toghe che continuano ad aderire alle correnti e quelle che invece continuano a professare il credo del sorteggio.
Le candidature sono state decise. Ci sono i rappresentanti dei tradizionali gruppi della magistratura associata e quelli che invece sono sostenuti da Altra proposta: un comitato di magistrati, non una corrente dell’Anm, che si presenta come un’iniziativa trasversale e alternativa al sistema consueto, nata con l’obiettivo di sostenere proposte indipendenti al Csm come l’estrazione a sorte. Il portavoce del comitato è Edoardo D’Ambrosio, magistrato di Taviano a lungo in servizio a Lecce e ora presidente della sezione penale del Tribunale di Crotone.
Sono cinque i magistrati in servizio negli uffici giudiziari pugliesi candidati al rinnovo del Csm, tutti inseriti nel Collegio 4, quello relativo ai magistrati che esercitano funzioni giudicanti negli uffici di merito o sono destinati alla Corte di Cassazione, che comprende i distretti di Bari, Caltanissetta, Catania, Catanzaro, Lecce, Messina, Palermo, Potenza e Reggio Calabria. Tre arrivano dagli uffici baresi e due da quelli leccesi. Maria Grazia Caserta, consigliera della Prima sezione civile della Corte d’Appello di Bari, è candidata indipendente, individuata attraverso il sorteggio promosso dal Comitato AltraProposta. Ilaria Casu, giudice della sezione Gip-Gup del Tribunale di Bari, è candidata di Area Democratica per la Giustizia (AreaDG). Vincenzo Paolo Depalma, consigliere della Corte d’Appello di Bari, si presenta come candidato indipendente e proviene da Magistratura Indipendente. Filippo Di Todaro, consigliere della Corte d’Appello di Lecce, sezione distaccata di Taranto, è candidato di Unità per la Costituzione (Unicost). Fabrizio Malagnino, giudice penale del Tribunale di Lecce, è candidato indipendente, anche lui individuato attraverso il sorteggio di AltraProposta.
La candidatura di Vincenzo Paolo Depalma ha provocato uno strappo con Magistratura Indipendente, gruppo associativo al quale il consigliere della Corte d’Appello di Bari apparteneva da tempo. La decisione di presentarsi autonomamente alle elezioni per il Csm ha determinato la sua decadenza dalla qualità di socio. Depalma ha contestato duramente la scelta, sostenendo che sia stata assunta unilateralmente e senza contraddittorio, e ha rivendicato il principio della libera candidabilità di ogni magistrato, affidando al corpo elettorale, e non ai gruppi associativi, la scelta dei propri rappresentanti al Csm.
Le urne si apriranno il 25 e 26 ottobre 2026 per eleggere i venti componenti togati del nuovo Consiglio superiore della magistratura (consiliatura 2027 - 2031). Per i giudicanti di merito il territorio nazionale è suddiviso in quattro collegi: in ciascuno vengono eletti direttamente, con sistema maggioritario, i due candidati che ottengono il maggior numero di voti, per un totale di otto consiglieri. Nel Collegio 4, quello che comprende i distretti di Bari, Caltanissetta, Catania, Catanzaro, Lecce, Messina, Palermo, Potenza e Reggio Calabria, sono undici i candidati in corsa. Oltre ai cinque pugliesi, si presentano Daniele Cappuccio (Reggio Calabria), Giulio Corsini (Palermo), Song Damiani (Catanzaro), Rossana Esposito (Catanzaro), Daniela Monaco Crea (Catania) e Ugo Scavuzzo (Messina). I primi due classificati saranno eletti direttamente.
Agli otto giudicanti scelti nei quattro collegi territoriali si aggiungono altri cinque consiglieri, attribuiti a livello nazionale attraverso il meccanismo proporzionale previsto per i gruppi di candidati collegati e per i candidati indipendenti, tenendo conto anche dei resti. Si arriva così ai tredici rappresentanti dei magistrati giudicanti.
Per i magistrati requirenti sono invece previsti due collegi territoriali, Nord e Sud. Ciascun collegio elegge direttamente i due candidati più votati; il quinto seggio viene assegnato, tra i candidati arrivati terzi nei due collegi, a quello che ha ottenuto la percentuale più alta di voti rispetto agli aventi diritto del proprio collegio. Sono dunque cinque i requirenti che entreranno nel Consiglio.
Infine, per i magistrati che esercitano funzioni di legittimità presso la Corte di Cassazione e la Procura generale è previsto un collegio unico nazionale, dal quale vengono eletti i due candidati più votati.
Sui social, complice il referendum costituzionale che ha di fatto sdoganato anche una certa familiarità delle toghe con l’uso dei mezzi di comunicazione, è già partita la campagna elettorale. Ma naturalmente il voto è riservato soltanto ai magistrati.
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