L'Istituto di Architettura e Media della TU Graz, ha da poco presentato ufficialmente una soluzione efficiente atta a contrastare il calore urbano. Parliamo di cubi stampati in 3D in ceramica altamente porosa. Curiosi di vederli per la prima volta?
Come potete osservare nell’immagine presente al seguente link, si tratta di un progetto particolarmente interessante anche dal punto di vista estetico. Analizzandolo, scopriamo però come si tratti di un’invenzione in grado di combinare la conoscenza secolare del raffreddamento passivo con le più moderne tecnologie. I cubi sfruttano infatti un principio fisico particolarmente noto nelle regioni calde e aride del mondo: il raffreddamento evaporativo.
Come funzionano i cubi in ceramica
"Questo principio è stato utilizzato per secoli con vasi di terracotta e nelle tradizionali torri del vento. L’innovazione tecnologica cruciale risiede nell'utilizzo della stampa 3D, che ci permette di produrre geometrie complesse, porose e funzionalmente ottimizzate a partire da impasti di argilla. Queste speciali strutture immagazzinano l'acqua in modo particolarmente efficiente e creano un'enorme superficie di evaporazione in un volume ridotto", ha sottolineato Milena Stavric della TU Graz. Ma come funziona esattamente?
Con questa tipologia di raffreddamento, nel momento in cui l'acqua evapora assorbe calore dall'ambiente circostante, raffreddando l’aria. I cubi, con lati di circa 23 centimetri, sono progettati digitalmente e stampati in 3D a partire da una miscela di argilla ceramica.
L'acqua viene quindi assorbita dalla ceramica porosa per capillarità e distribuita uniformemente sulla complessa geometria. Così facendo, si viene a creare un'ampia superficie di evaporazione, assorbendo calore dall'ambiente circostante. Inoltre, i cubi sono adatti al raffreddamento sia degli ambienti interni che dell'aria esterna.
Test e risultati registrati
Come è facile immaginare, il team di esperti è costantemente al lavoro per tentare di migliorare ulteriormente il progetto; tuttavia, alcuni test già effettuati in una soffitta calda presso la TU Graz, hanno dimostrato dei netti cali della temperatura. Parliamo di una differenza di quasi sette gradi Celsius nelle immediate vicinanze del cubo riempito d'acqua. Niente male, vero? "L'effetto di raffreddamento era chiaramente percepibile in tutta la stanza", afferma Kristijan Ristoski, laureanda coinvolta nel team.
Possibili applicazioni contro il caldo urbano
Senza girarci troppo attorno e con El Niño che renderà il 2027 il più caldo di sempre, le pareti in ceramica potrebbero rappresentare una valida alternativa a basso consumo energetico ai sistemi di raffreddamento tradizionali e sono adatte a diversi utilizzi: dagli edifici residenziali, agli uffici, nonché a scuole e sale d'attesa.
"Il nostro obiettivo è fornire un raffreddamento dove le persone soffrono maggiormente il caldo, ad esempio nelle città dove il raffreddamento tramite alberi è talvolta impossibile. Per questo, ci affidiamo ai principi del raffreddamento naturale anziché alla tecnologia di condizionamento dell'aria ad alto consumo energetico", ha affermato la stessa Stavric.
Dove vedere la tecnologia a Graz
Chi fosse interessato può visionare la tecnologia presso il Museo della Percezione di Graz. Inoltre, una parete dimostrativa autoportante in argilla di due metri per due è stata recentemente eretta presso il New Technology Campus della TU Graz in Stremayrgasse. In questo caso, è anche possibile sperimentare in prima persona l'effetto di raffreddamento.
Infine, se anche voi al momento state soffrendo queste ondate di caldo senza sosta, ecco cosa scegliere tra condizionatore e ventilatore!
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