Elephants

Da Genova a Brallo per aprire un pub in un castello: la scelta country di Dajana e Riccardo

August 14, 2026

Cambio vita. Come in un popolare reality, una coppia lo ha fatto. Ha davvero cambiato la propria esistenza scegliendo di stabilirsi in un piccolissimo borgo, che conta appena 10 abitanti.

Innamorati di tutto ciò che è country, i genovesi Dajana e Riccardo Deleo hanno ristrutturato un’ala di un antico castello trasformandolo in un pub con braceria e pizzeria: un nuovo punto di incontro, capace di unire convivialità, buona cucina e il piacere di stare insieme.

L’edificio che hanno scelto è quello che sorge sulla rupe di Pregola e che come loro è stato costretto a cambiare vita. Un incendio, infatti, durante la fine del XVII secolo distrusse il castello dei marchesi Malaspina, che ressero il territorio dalla caduta dei Longobardi fino alla Rivoluzione francese. Utilizzando i materiali ricavati dalle macerie, verso la fine del Cinquecento venne successivamente costruita una nuova e massiccia costruzione.

“Ho vissuto i miei primi 30 anni – racconta Dajana, 45 anni, da 23 anni compagna di Riccardo che 15 anni fa ha sposato – con le montagne alle spalle e il mare davanti agli occhi. Poi ci siamo trasferiti in Francia dove siamo rimasti 10 anni. Rientrati in Italia abbiamo preso un locale a Santa Maria di Bobbio, ma non c’era passaggio e l’attività non è andata bene. Sono stati proprio i nostri clienti a indicarci il castello di Pregola, dove prima si trovava un bar. Nel 2024 lo abbiamo visto e ce ne siamo innamorati”.

Dopo i lavori di sistemazione, nell’aprile dello scorso anno in un’ala dell’edificio la coppia ha aperto un’hamburgeria, l’unica della zona. “Non siamo stati accolti benissimo – aggiunge Dajana – siamo pur sempre i ‘foresti’. All’inizio siamo stati criticati perché per puntare sulla qualità, avevamo prezzi da città. Poi la clientela ha capito. Questa è la seconda estate e sta andando meglio. Per Ferragosto abbiamo talmente tante prenotazioni da essere costretti a mandar via la gente. Arrivano da Pavia, da Voghera e da diverse altre città per venire a cercare un po’ di fresco. Da noi la sera la colonnina di mercurio scende a 20° e qualcuno tira fuori anche la felpa che da mesi è un vecchio ricordo”.

L’inverno alle porte

Il problema potrà essere l’inverno, quando le seconde case chiuderanno, come lo faranno anche gli alberghi e nel piccolo borgo rimarranno i soli 10 residenti con pochi turisti a caccia di un refrigerio di cui a quel punto non sentiranno il bisogno.

“Negli ultimi anni l’autunno è stato mite – proseguono Dajana e Riccardo –, speriamo di poter lavorare anche nei fine settimana di mesi come novembre e dicembre. Certo se venissero messe a posto le strade che non hanno neppure la segnaletica e diventa difficile spostarsi quando c’è la nebbia, raggiungerci sarebbe meno problematico”. “Il nostro territorio ha bisogno di realtà simili”, commentano alcuni.

"Una scelta coraggiosa”

Dajana e Riccardo sono consapevoli di camminare in direzione ostinata e contraria. “La loro – dice Elena Lucchini, assessora alla famiglia di Regione Lombardia e punto di riferimento per la provincia di Pavia al Pirellone – è una scelta coraggiosa, ma soprattutto carica di fiducia. La fiducia nelle potenzialità dei nostri piccoli borghi, nella qualità di una vita ancora profondamente legata al territorio e in luoghi che custodiscono paesaggi incontaminati, tradizioni e quella genuinità che rappresenta una delle ricchezze più preziose dell’Oltrepò. Perché forse il futuro è anche questo: tornare a riscoprire luoghi autentici, dove si vive bene. Luoghi capaci di farci sentire, semplicemente, a casa”.

E Dajana ammette di sentirsi “a casa” in quella che definisce “un’oasi fantastica, un posto bellissimo dove stiamo realizzando un sogno”.