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Da Hubject a Localiser i dati reali di ricarica per migliorare la scelta dei siti - Vaielettrico

August 22, 2026


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Hubject e Localiser hanno siglato una partnership per integrare nella piattaforma di analisi di Localiser i dati provenienti dalla rete internazionale di Hubject. L’obiettivo è rendere più precisa la scelta dei siti dove installare nuove infrastrutture di ricarica e, allo stesso tempo, migliorare la gestione di quelle già operative. Un passaggio che sposta l’attenzione dal semplice numero di colonnine alla loro effettiva capacità di intercettare la domanda.

La collaborazione interessa in particolare operatori delle infrastrutture di ricarica (CPO), comuni e investitori, che potranno utilizzare dati relativi ai punti di interesse e all’utilizzo effettivo delle stazioni. Hubject dichiara di avere una rete che comprende oltre 1,1 milioni di punti di ricarica in più di 75 Paesi.

Dalle previsioni ai dati di utilizzo

La piattaforma di Localiser viene già utilizzata per valutare la convenienza di nuovi siti. Secondo l’azienda, vengono effettuate oltre 35.000 valutazioni al mese, combinando informazioni su popolazione, traffico, punti di interesse e presenza di infrastrutture concorrenti.

L’integrazione dei dati di Hubject aggiunge però un elemento diverso: come vengono realmente utilizzate le stazioni di ricarica. Per chi deve decidere dove investire, conoscere il comportamento osservato su infrastrutture comparabili può essere più utile di una previsione costruita esclusivamente su variabili demografiche o di traffico.

Hubject Localiser

È un’evoluzione importante anche per l’economia della ricarica pubblica. Una stazione sottoutilizzata rappresenta infatti un asset costoso che può avere tempi di ritorno dell’investimento molto lunghi, mentre una posizione scelta sulla base di dati più solidi può migliorare il rapporto fra investimento, energia erogata e ricavi.

Non solo nuove colonnine: si guarda anche a quelle esistenti

La partnership non riguarda soltanto la progettazione di nuove infrastrutture. Localiser prevede di utilizzare i dati Hubject anche per analizzare le stazioni già operative, attraverso dashboard e report che consentano agli operatori di confrontare l’utilizzo dei propri punti di ricarica con dati aggregati della rete.

Il confronto può diventare particolarmente utile in un mercato che sta entrando in una fase più matura. La priorità non è più soltanto aumentare il numero di punti disponibili, ma capire dove servono davvero, quanto vengono utilizzati e come migliorarne la redditività.

La crescita della rete dovrà accompagnarsi a una maggiore capacità di individuare le aree in cui la domanda è sufficiente a sostenere nuovi investimenti. In questo quadro, dati reali di utilizzo possono diventare uno strumento complementare alle analisi territoriali e alla pianificazione della rete elettrica.

Le colonnine ci sono, manca all’appello chi ricarica

Un mercato della ricarica sempre più guidato dai dati

Hubject e Localiser considerano l’accordo come il primo passo di una collaborazione più ampia. La direzione è quella di una professionalizzazione della gestione delle infrastrutture, nella quale pianificazione e gestione operativa vengono trattate come due fasi dello stesso processo.

Per gli operatori italiani il punto interessante non è tanto la dimensione della rete Hubject, quanto il principio alla base dell’accordo: installare più colonnine non significa automaticamente costruire una rete migliore. La qualità della localizzazione e la capacità di misurare l’utilizzo reale diventano altrettanto importanti della velocità di espansione.

In prospettiva, l’incrocio fra dati di ricarica, mobilità, territorio e disponibilità della rete elettrica potrebbe quindi rendere più selettivi gli investimenti, riducendo il rischio di infrastrutture sovradimensionate in alcune aree e di carenza di potenza in altre.

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