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Da Tedesco a Palladino, passando per il ct azzurro Mancini. L’esterno d’attacco anche senza gol viene impiegato da tutti i tecnici. Nuovo Cambiaghi: tre allenatori e un plebiscito
A volte la nazionale dà e a volte toglie. A Nicolò Cambiaghi la maglia azzurra in questi giorni cruciali di...

Nicolò Cambiaghi, 25 anni (Alive)

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A volte la nazionale dà e a volte toglie. A Nicolò Cambiaghi la maglia azzurra in questi giorni cruciali di ricostruzione manciniana ha dato parecchio: 128 minuti in campo (80 col Belgio e 48 con la Turchia), con lo status acquisito di ‘regolarista’ della corsia d’attacco, che è la patente che si affibbia a un ragazzo che a 25 anni non ha ancora fatto suo il ‘killer instinct’ dell’uomo d’area, ma che in compenso ha imparato a fare le cose utili per la squadra. Ovvero sfruttare al meglio la dinamite nelle gambe per confezionare un prodotto da calcio d’antan, ma in verità mai passato di moda: il cross. Mica poco per uno che fin qui in carriera non sempre ha mantenuto tutte le promesse e che l’azzurro che conta, prima della portata abbondante con Belgio e Turchia, lo aveva assaggiato solo per una manciata di minuti a Udine, nell’Italia-Israele 3-0 del 14 ottobre di un anno fa.
A chi ha tolto invece la nazionale a questo giro? Ad Arthur Theate, il ritorno last minute dell’estate rossoblù a cui il neo ct dei Diavoli Rossi Mark Van Bommel, insediatosi a luglio, ha riservato la panchina nella sfida con l’Italia e addirittura la tribuna nel match con la Francia.
Cambiaghi no, è stato uno dei pochi a salvare faccia e pagella nella notte stregata in cui l’Italia del Mancio è stata triturata dal Belgio e poi ha offerto il suo contributo di ‘funzionalità’ nella notte della riscossa azzurra di Bursa, quando a trionfo ampiamente acquisito, entrando nella ripresa al posto di Raspadori subito ha dato l’abbrivio all’azione del gol del 4-0 di Pio Esposito e poi ha preso possesso della fascia, senza produrre effetti speciali, ma offrendo quel fatturato medio di corsa e diligenza tattica che oggi bastano a Roberto Mancini per farne un quasi titolare anche in vista dei prossimi impegni con Francia e Turchia.
Cambiaghi titolare lunedì al Dall’Ara nel match di ritorno coi turchi sarebbe una favola bella a tinte azzurre e insieme rossoblù. Intanto ‘Cambiaghino’ si gode un inizio di stagione da protagonista, pur nel contesto di un Bologna macchiatosi in campionato di una falsa partenza.
In precampionato ha panchinato Rowe, che probabilmente già intravedeva in uscita l’uscio di Casteldebole, e poi è stato impiegato da titolare in tutte le prime cinque partite di campionato. E se ti guadagni la fiducia tre allenatori (Tedesco, Palladino e Mancini) nel giro di poche settimane significa che sei sulla strada giusta per diventare un esterno d’attacco completo. Cosa gli manca? Fare gol. Attendiamo speranzosi.
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