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Dai bus alle navette per la Paganella e il Lago dei Caprioli a un

July 19, 2026

TRENTO. In Alto Adige si parla di zona a traffico limitato territoriale Unesco in val Gardena e nuove misure sono state prese sull’alpe di Siusi sulla falsariga di quanto già previsto per il lago di Braies. Ma questa estate anche in Trentino sono in corso vari progetti.

Gli ultimi? La Paganella con un piano di mobilità rafforzato per collegare meglio Andalo e Molveno con Trento e la piana Rotaliana, il lago dei Caprioli a Pellizzano in val di Sole e la navetta San Valentino-Graziani ai piedi del Monte Baldo a Brentonico. Tanti piani, più o meno grandi, per rispondere alla domanda: come gestire i flussi? Come alleggerire la pressione di auto e moto? “Il progetto al lago dei Caprioli è appena partito, quindi è prematuro avere dati ma questa iniziativa si colloca in un piano più ampio che vuole per migliorare la fruibilità della zona”. Le parole di Luciano Rizzi, presidente dell’Azienda per il turismo Val di Sole e presidente del Consorzio delle Apt del Trentino. “A fine stagione ci saranno analisi e valutazioni. Un feedback allargato agli esercenti per capire come e dove migliorare perché questi piani toccano naturalmente degli equilibri e non possono essere calati dall’alto”. 

Un po’ ovunque si cerca di alleggerire la pressione turistica. Un problema che non deve essere ridotto, almeno non solo, al numero di turisti e al concetto di overtourism. Il numero di turisti non è necessariamente il problema ma si cerca di virare l’attenzione sulla fruizione dei luoghi in determinati periodi da bollino rosso e sulla capacità di carico delle destinazioni. Per questo si agisce sulla destagionalizzazione ma anche sul rafforzamento della mobilità per distribuire in modo migliore, per quanto possibile, le presenze. 

Il progetto che riguarda la fruizione del lago dei Caprioli si basa in questo caso su un modello di mobilità collettiva, gestione programmata dei parcheggi e regolazione dei flussi. Questa scelta non vuole limitare le presenze ma diminuire il numero di automobili per rendere la visita più godibile, sicura e rispettosa dell'ambiente. Necessario un periodo di adattamento ma una precedente sperimentazione a Rabbi è diventata definitiva. Funziona. L’esperienza del turista migliora con una capacità di spesa confermata, la qualità di vita dei residenti non viene intaccata e gli esercenti sono soddisfatti. 

"Il lago dei Caprioli è tra i simboli della Val di Sole e merita una gestione all'altezza del suo valore naturalistico", spiega Fabio Sacco, direttore dell'Azienda per il turismo val di Sole. "Con questo progetto dimostriamo che tutela dell'ambiente e qualità dell'accoglienza possono crescere insieme. E' una scelta che guarda al futuro del turismo alpino, mettendo al centro il territorio, le persone e l'esperienza". La mobilità è sempre più strategica, una sfida che viene giocata e affrontata un po’ ovunque. Dai ticket a Venezia al lago di Braies. La Paganella da questa estate punta su bus, navette e parcheggi mentre la val di Sole sarebbe dotata di un’altra infrastruttura e guarderebbe con interesse alla ferrovia

“Il trenino tra la val d’Adige, la val di Non e la Val di Sole avrebbe grandi potenzialità”, aggiunge Rizzi. “Ma servirebbe un piano di analisi per capire come cadenzare le corse e adattarle in modo più puntuale alle esigenze dei fruitori”.

Oggi la ferrovia non sembra così concorrenziale. In treno i tempi di percorrenza in alcuni casi raddoppiano rispetto all’uso dell’auto. “Il treno attualmente si ferma in media ogni 1,7 chilometri e quindi non è così attrattivo”, evidenzia il presidente dell’Apt val di Sole. “Le soluzioni non sono semplici ma si potrebbero studiare delle corse che riescano a rispondere alle esigenze di studenti, lavoratori e turisti per incrementare il ricorso a questo servizio”.

Un argomento, quello della ferrovia, che viene talvolta affrontato dai sindaci in val di Sole mentre sul Garda si è tornati a ipotizzare di aumentare la tassa di soggiorno di un euro e di legarla a un potenziamento della mobilità pubblica. Un’ipotesi che è stata trattata e analizzata in linea di massima l’anno scorso. “Le Apt probabilmente sarebbero favorevoli a un’idea di questo tipo - prosegue Rizzi - ma noi possiamo fornire un parere e collaborare a un piano, tuttavia la decisione deve essere politica perché la portata è evidentemente provinciale”. Un piano che dovrebbe essere ambizioso e riguardare tutto il Trentino con un miglioramento delle connessioni. 

Se viene legato alla tassa di soggiorno il turista percepisce il valore di un servizio di qualità e non avrebbe problemi a versare l’imposta. E’ un tema complesso perché si dovrebbero valutare più fattori come il parco mezzi a disposizione, il coinvolgimento dei privati e le risorse per mantenere il progetto negli anni e non solo per un’estate o un tempo troppo limitato. Il nodo maggiore è probabilmente legato alla carenza di personale e di alloggi, una criticità che già ora molto stringente e che impegna la Provincia nel trovare soluzione idonee”, conclude Rizzi.