Chiese, monumenti, mare, ma anche la cucina campana e partenopea nella top ten dei visitatori in città. Napoli vince ancora la sfida in una delle più calde domeniche di luglio e si conferma meta preferita per le vacanze di italiani e stranieri. Il motivo? I siti storico-artistici famosi in tutto il mondo, come le Catacombe di Napoli, Napoli Sotterranea e Cappella San Severo.
Ma anche la pizza e i piatti tipici della gastronomia. Non solo. Anche per il commercio e la ristorazione, la città si conferma quella più visitata, dove chi arriva da fuori ha prediletto i locali del lungomare ma anche le vie del centro, per dedicarsi allo shopping e approfittare dei saldi estivi. In più i tantissimi appuntamenti culturali organizzati fino a ottobre dal Comune.
La ristorazione
A sfidare il caldo ieri anche i tantissimi argentini giunti in città o quelli che vivono già qui, per vivere il Mondiale in bar e ristoranti, specie a Forcella e ai Quartieri Spagnoli dove c’è il famoso murale di Maradona. «Nonostante le temperature elevate sono venuti in tantissimi - dice Massimo Di Porzio, presidente di Fipe Confcommercio Campania e titolare del ristorante-pizzeria Umberto - per assistere alla finale con la Spagna. Di certo il caldo asfissiante ha causato un calo dei consumi del 10 per cento, ma questo non ha inciso sulle presenze sia nei ristoranti che nei bar.
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Il turismo continua ad andare bene e la gente non si lascia condizionare. C’è chi sceglie di consumare all’aperto o all’interno con l’aria condizionata. Lo stesso vale per il commercio - aggiunge - si va a fare shopping anche se ci sono oltre 35 gradi». Sulla stessa lunghezza d’onda è Paolo Surace, titolare del ristorante-pizzeria Mattozzi e segretario generale dell’Associazione Verace pizza napoletana: «Siamo pronti per continuare ad accogliere i turisti, che arrivano non solo per i monumenti, ma anche per il food. Birra e pizza fritta tra i più richiesti». «Nonostante il caldo il trend del turismo è assolutamente positivo - commenta Vincenzo Schiavo, presidente Confesercenti Napoli e Campania - Nella nostra regione c’è un flusso di circa 450mila visitatori a settimana. A Napoli siamo a circa 220mila, un dato di rilievo. Da segnalare un’affluenza notevole di turisti argentini».
La cultura
Bilancio positivo anche per la cultura, grazie alla rassegna Estate a Napoli, ricca di appuntamenti fino a ottobre. «Quest’anno abbiamo un’offerta straordinaria - dichiara Sergio Locoratolo, coordinatore politiche culturali del Comune - dopo la partenza al Virgiliano con CasaCinema, c’è Musica al Castello, dove domani Suzanne Vega si esibirà nel cortile di Castel Nuovo; poi il festival del blues, il cinema all’aperto in Villa Floridiana, i Film sotto le stelle al Parco del Poggio e tanto altro con cui abbiamo voluto coprire tre mesi per garantire un programma ampio a napoletani e turisti e il bilancio finora è più che positivo, nonostante l’afa di questi giorni». Tra i siti in pole position come sempre le Catacombe del Rione Sanità, esempio di modello virtuoso che coniuga il recupero dell’arte con la rigenerazione dei luoghi e lo sbocco occupazionale, tanto che mercoledì prossimo i soci della cooperativa La Paranza riceveranno il Premio Creatività Urbana della Regione Campania come miglior progetto artistico per la chiesa Blu di Santa Maria Maddalena ai Cristallini. Numeri da capogiro anche nell’ultimo weekend nelle cave sotterranee, dove in tanti si sono rifugiati dal solleone. A partire dalle Catacombe di San Gennaro, le più grandi del sud Italia.
Le scelte
Qui i turisti sono rimasti estasiati davanti alla maestosità delle basiliche ipogee scavate nel tufo e all'eleganza degli affreschi paleocristiani, fino a raggiungere il luogo che ha accolto le spoglie del Santo patrono di Napoli e la basilica extra moenia a lui dedicata. A pochi passi un’altra attrattiva sono state le Catacombe di San Gaudioso: situate sotto l'altare della basilica di Santa Maria della Sanità, sono il cuore del mistero e delle tradizioni secolari. Qui i visitatori hanno potuto scoprire la storia del vescovo africano Gaudioso e il rito seicentesco della “scolatura”, con gli affreschi dei nobili dell'epoca le cui teste venivano incastonate nelle pareti.