DALLE AUTOSTRADE italiane, con la rete Autogrill, alle sale del Palazzo del Quirinale; dai supermercati Waitrose nel Regno Unito a...

DALLE AUTOSTRADE italiane, con la rete Autogrill, alle sale del Palazzo del Quirinale; dai supermercati Waitrose nel Regno Unito a...

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DALLE AUTOSTRADE italiane, con la rete Autogrill, alle sale del Palazzo del Quirinale; dai supermercati Waitrose nel Regno Unito a un grattacielo di Wall Street, passando per il Vaticano e l’headquarter di Ermenegildo Zegna, Villa Doria Pamphilj a Roma, Università e studentati come Roma Tre, Cassino, Milano-Bicocca, lo studentato della Romanina. I prodotti Galletti climatizzano i luoghi della vita di tutti i giorni, spesso senza che ce ne accorgiamo, frutto del lavoro di un’azienda manifatturiera bolognese – giunta alla quarta generazione della famiglia fondatrice e guidata dalla terza generazione della famiglia, i fratelli Luca (presidente) e Michele Galletti (amministratore delegato) – nata nel 1906 in una piccola officina di Castel Maggiore, alla periferia di Bologna, dove si fabbricavano cubi in alluminio per contenere il ghiaccio e poi telai per le moto di Ducati e le commesse per Ferrari e Lamborghini.
Un dato sintetizza meglio di ogni altro la singolarità del caso. L’Italia è il primo Paese in Europa per presenza di industrie manifatturiere nel settore della climatizzazione, ma quasi tutte sono state nel tempo acquisite da grandi gruppi internazionali. Tra i marchi più importanti pochissime aziende del comparto restano oggi a proprietà italiana, e una di queste è Galletti: un primato difeso attraverso le diverse crisi economiche, senza mai cedere il controllo alle multinazionali del settore. Ricerca e sviluppo, Advanced Design Unit, progettazione e produzione sono interamente in-house e non hanno mai lasciato lo stabilimento di Bentivoglio. Una verticalizzazione che garantisce qualità, affidabilità e flessibilità verso i clienti.
Nel 2025 l’azienda ha registrato un fatturato di 62 milioni di euro, in crescita del 6% sull’anno precedente, con il 60% dei ricavi generato sui mercati esteri e oltre due milioni di fan coil venduti nel mondo nel corso della propria storia. Al lavoro oggi 250 addetti provenienti da 14 diverse nazioni. La proprietà e il controllo restano interamente in capo alla famiglia, senza fondi né quotazioni in borsa. La crescita si inserisce in un mercato in espansione, sospinto dalla transizione energetica e dal ruolo crescente delle pompe di calore nella decarbonizzazione degli edifici. L’azienda è presente oggi in 51 Paesi.
"Nel 2026 – spiega l’ad Michele Galletti – siamo partiti un poco sotto le aspettative di budget a causa di un particolare del rallentamento di due mercati per noi strategici come mercato sia in Germania e Ungheria, e, in generale per il perdurare di una situazione geopolitica molto complicata. In Italia le cose vanno meglio e contiamo di chiudere i conti del 2026 con 65 milioni di ricavi e un Ebitda all’8%".
Oltre all’azienda Galletti, il gruppo omonimo include al suo interno anche Cetra (trattamento dell’aria), HT-Cooling (raffreddamento di processo industriale), GH Service (assistenza post-vendita), Galletti Belgium, la società olandese Airconair e la filiale diretta G Group a Roma. La crescita di Galletti si inserisce in un comparto in espansione. Secondo Assoclima, nel 2025 il mercato italiano della climatizzazione ha raggiunto i 2,9 miliardi di euro (+8,5%), sospinto dalla transizione energetica e dal ruolo crescente delle pompe di calore nella decarbonizzazione degli edifici. "Il futuro – spiega Galletti – è rappresentato da soluzioni sempre più efficienti e che adottano refrigeranti a basso impatto ambientale Galletti resterà un’azienda famigliare e italiana, saldamente legata al territorio e senza l’ingresso di fondi di investimento".
Galletti sviluppa, progetta e produce internamente semilavorati e prodotti finiti, mantenendo in Italia l’intera produzione. La lavorazione della lamiera, competenza storica dell’azienda, avviene attraverso un avanzato sistema automatizzato presso lo stabilimento di Bentivoglio. Così come sviluppa internamente anche il software di regolazione e supervisione dei propri prodotti. Un approccio verticale che integra prodotto fisico, elettronica e software e consente all’azienda di rispondere con flessibilità alle richieste dei clienti.
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