Elephants

Dall’ateneo alla stalla: "Serve più attenzione verso questi animali"

August 20, 2026

Lucia Cavazzuti, 40 anni: «. Studiavo Ingegneria edile e Architettura, ma quando abbiamo fatto la nuova stalla, mi sono avvicinata sempre più al mestiere»

Lucia Cavazzuti, 40 anni: «. Studiavo Ingegneria edile e Architettura, ma quando abbiamo fatto la nuova stalla, mi sono avvicinata sempre più al mestiere»

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La sfida del caldo estremo nelle stalle reggiane. Parla l’allevatrice Lucia Cavazzuti, 40 anni. Lucia, dove si trova il suo allevamento? Da dove viene questa scelta di vita e professionale?

"L’allevamento è a Carpi, con terreni aziendali a nemmeno un chilometro da Correggio. Siamo la società agricola Cavazzuti Emilio e Figli s.s. L’allevamento è di famiglia. Sono partiti dalla piccola stalla legata nella casa colonica, poi abbiamo realizzato una stalla 45 anni fa, con le vacche legate, quindi nel 2013 abbiamo formato il nuovo allevamento moderno con stabulazione libera. Del 2021 sono i robot di mungitura. Io studiavo Ingegneria edile e Architettura, ma quando abbiamo fatto la nuova stalla (disegnata in parte da me, visto che so usare Autocad) mi sono avvicinata sempre più al mestiere, per aiutare papà. Da lì le mucche mi sono entrate nel cuore e ho fatto il mio ingresso in azienda".

Ora chi c’è al timone?

"La portiamo avanti io e i miei due fratelli. Stiamo costruendo anche la stalla delle manze moderna, con doccette e ventole. Sono investimenti enormi, ma è importante far star bene ‘le ragazze’".

Tra ventilatori a pieno regime, consumi energetici che salgono e il calo del latte per capo, quanto è faticoso gestire la stalla nelle giornate di picco termico?

"Ci vuole molta più attenzione verso gli animali. Siamo abituati a tener controllata la mandria, ma in questi mesi gli animali sono soggetti a stress termico e ognuno reagisce in modo diverso. Con i transponder controlliamo ingestione, ruminazione e movimento di ogni bovino per monitorarne lo stato di salute. I vitelli sono i più delicati e va somministrata spesso acqua fresca con sali minerali. Questo comporta maggior lavoro a fronte di una produzione minore, ma siamo allevatori 365 giorni l’anno, non possiamo trascurare i nostri animali nel momento del bisogno. Con la giusta ventilazione e bagnatura si riesce a mantenere le bovine in salute, a fronte di investimenti importanti. La vacca da latte non ha ghiandole sudoripare e quando usa energia per scambiare calore non ne ha a sufficienza per fare latte o far crescere il vitello. Il benessere nasce dalla conoscenza della sua fisiologia. È costoso, ma la vacca è un animale generoso che ha sulle spalle il nutrimento di molte persone".

Rispetto al rincaro dei costi per foraggi, irrigazione ed energia, quanto pesa l’incertezza climatica sulla sostenibilità economica della vostra attività?

"L’incertezza caratterizza ogni settore, ma l’agricoltura e in particolare l’allevamento sono sottoposti a precarietà notevoli a causa di condizioni climatiche sempre più mutevoli, tra caldo, temporali improvvisi e grandinate fuori norma. Le coltivazioni soffrono e non sempre si può utilizzare acqua di bonifica per irrigare, con conseguente carenza di foraggi. I carburanti rincarati per via delle guerre e dell’instabilità fanno impennare i costi energetici".

Qual è l’aspetto più difficile da comunicare a chi guarda a questo mondo dall’esterno, senza conoscerne i meccanismi?

"È davvero difficile riuscire a fare gli imprenditori senza certezze, e fare gli agricoltori oggi lo è doppiamente, perché a volte si è pure ripagati con la moneta dell’ingratitudine, se non dell’accusa vera e propria. Si giudica senza sapere quanta scienza, quanti investimenti e quanta dedizione ci siano dietro ogni singolo litro di latte".

Lara Maria Ferrari

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