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Dall'orlo dell'estinzione alla rinascita: la lezione della lince per l'Europa rurale

August 31, 2026
Federico Baccini

Federico Baccini 31 agosto 2026 13:49

Mentre in Italia rimane sempre caldo il dibattito sul futuro della protezione di grandi carnivori come il lupo e l'orso, la storia della lince iberica offre una prospettiva diversa. La presenza di una specie selvatica sul territorio non deve necessariamente essere interpretata come un conflitto tra natura e comunità locali.

La sfida è invece costruire strumenti di convivenza capaci di tutelare la biodiversità e, allo stesso tempo, sostenere chi vive e lavora nelle aree rurali. La rinascita della lince dimostra che la conservazione può funzionare quando non si limita alla protezione di un animale, ma coinvolge agricoltori, imprese, amministrazioni e cittadini, trasformando una possibile fonte di tensione in un'opportunità per il territorio.

E, grazie al supporto dei fondi europei, può diventare un esempio per tutte le aree rurali dell'Unione che devono cercare una complessa convivenza con popolazioni di grandi carnivori sempre più minacciate.

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Un simbolo di rinascita

All'inizio degli anni Duemila la lince iberica era considerata uno dei mammiferi più minacciati al mondo. Nel 2002 l'Unione internazionale per la conservazione della natura (Iucn) classificava la specie come "in pericolo critico". Le popolazioni erano frammentate, confinate in aree isolate e sottoposte a una forte pressione dovuta alla perdita degli habitat, alla riduzione delle prede naturali e agli incidenti stradali.

Oggi, a poco più di vent'anni di distanza, la situazione racconta una storia completamente diversa. La popolazione è passata da circa 100 esemplari a oltre 2.400, grazie a uno sforzo collettivo che ha coinvolto regioni spagnole e portoghesi, istituzioni europee, comunità scientifica, proprietari terrieri e cittadini.

"Grazie allo sforzo congiunto di molte istituzioni, alla solidarietà europea e alla partecipazione attiva dei cittadini, possiamo affermare con orgoglio che la lince iberica è passata dallo stato critico alla categoria vulnerabile e che la sua popolazione continua a crescere", spiega Juanma Moreno, presidente della Regione Andalusia, a proposito dei risultati del progetto europeo LIFE Lynxconnect.

La regione soagnola rappresenta uno dei territori più importanti per questa rinascita. Il censimento del 2024 ha registrato 856 esemplari, 78 in più rispetto all'anno precedente, con 19 nuovi territori riproduttivi e il ritorno della specie in aree dove non si riproduceva da 40 anni, come alcune zone della Sierra Elvira e di Granada.

Questi numeri non rappresentano soltanto un successo ambientale, ma sono il risultato di un modello di cooperazione che ha trasformato la conservazione della natura in un progetto collettivo in grado di generare nuove opportunità per territori rurali spesso colpiti da spopolamento e invecchiamento della popolazione.

Il progetto LIFE Lynxconnect raccoglie 22 partner, un investimento complessivo di 18,7 milioni di euro e un cofinanziamento del 60,6 per cento da parte della Commissione europea.

Tutto ciò ha permesso di realizzare 34 azioni strategiche per consolidare le popolazioni della lince iberica, favorire la connessione genetica tra gruppi isolati e promuovere la convivenza tra attività umane e tutela della biodiversità.

Lince iberica_Foto di LIFE Lynxconnect-3

Costruire il futuro delle aree rurali

La rinascita della lince iberica è anche una storia europea. Gli investimenti nella biodiversità attraverso la politica di coesione e il programma Life per l'ambiente e l'azione per il clima possono produrre benefici che vanno oltre la protezione di una singola specie.

L'essere umano può rimanere al centro di questo discorso, così come il sostegno alle economie locali e rurali e il rafforzamento della cooperazione tra diversi territori e regioni. Questo non riguarda solo la creazione di infrastrutture o supporto all'economia tradizionale. Sempre più spesso Bruxelles cerca di valorizzare il capitale naturale e trasformarlo in un volano di crescita per le comunità locali.

Per esempio, il programma Life ha rappresentato un elemento decisivo sia per il recupero della lince iberica sia per integrare iniziative che uniscono ricerca scientifica, coinvolgimento sociale e sviluppo rurale. "L'Europa ha creduto nella ripresa della lince iberica e i risultati dimostrano che le politiche di conservazione sostenute dai finanziamenti europei funzionano per far crescere il territorio", ha ribadito il presidente della Regione Andalusia.

Territori diversi, spesso lontani dai grandi centri urbani, possono collaborare per affrontare sfide comuni. Nelle aree rurali della Penisola iberica il ritorno della lince ha portato nuove competenze, occupazione, turismo sostenibile e orgoglio collettivo. "Quando l'Europa coopera, la natura si può ripristinare in modo pragmatico", continua Moreno.

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Tra protezione della specie e del territorio

L'esempio spagnolo dimostra in modo piuttosto chiaro che la conservazione della natura non può essere separata dal futuro delle comunità che vivono nei territori interessati. La sopravvivenza di una specie dipende dalla capacità di costruire un equilibrio tra esigenze ambientali, attività economiche e vita quotidiana delle persone.

Fin dalle prime fasi del progetto LIFE Lynxconnect è stato privilegiato un approccio basato sulla partecipazione di amministrazioni pubbliche, università, organizzazioni non governative, proprietari terrieri, associazioni agricole, cacciatori e imprese locali nella definizione delle strategie di recupero della lince.

"Non si tratta solo di conservazione della specie, ma di tutela della società nel suo insieme", ricorda Moreno, evidenziando con forza l'elemento di coesione sociale e territoriale dell'intero progetto. Un ruolo fondamentale è stato svolto dai centri di allevamento e riproduzione in cattività, creati come rete di sicurezza per evitare l'estinzione e permettere il successivo rilascio in natura.

Il centro La Olivilla, gestito dal governo regionale dell'Andalusia, è uno dei punti di riferimento di questa strategia. "Gli obiettivi principali sono mantenere una popolazione geneticamente e demograficamente gestita, creare nuove popolazioni libere attraverso la reintroduzione e garantire il supporto agli animali selvatici quando necessario", spiega María José Pérez Aspa, veterinaria responsabile del centro di allevamento.

Dal 2007 La Olivilla ha contribuito alla nascita di oltre 150 cuccioli di lince, monitorando ogni aspetto della loro vita per garantire la capacità della specie di adattarsi all'ambiente naturale. Ma il valore del centro non si limita alla ricerca scientifica.

Situato in un'area rurale vicino a piccoli comuni, è diventato anche un punto di riferimento per il territorio con opportunità lavorative, accoglienza di visitatori, promozione di attività educative e di consapevolezza nelle nuove generazioni.

"Il centro è ora parte integrante dell'economia locale", conferma Pérez Aspa: "Permette alle persone di rimanere grazie a nuove opportunità lavorative e ai professionisti qualificati di sviluppare la propria carriera". La tutela della specie ha inoltre prodotto effetti inattesi, come la valorizzazione del patrimonio culturale.

Le ricerche archeologiche condotte nell'area del centro hanno permesso di recuperare testimonianze storiche legate a una battaglia medievale avvenuta nella zona, stimolando un turismo non solo legato alla lince.

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Una convivenza da costruire

Il ritorno della lince iberica non è stato certo privo di difficoltà. La presenza di un grande predatore in territori agricoli e rurali richiede dialogo, informazione e strumenti per affrontare eventuali conflitti.

Agricoltori, allevatori e gestori delle aree di caccia hanno un ruolo centrale nel successo della reintroduzione, perché alla fine sono loro a vivere quotidianamente il territorio con le sue difficoltà.

"Per le nostre comunità la lince è un predatore e un predatore può significare problemi, per questo una buona comunicazione e il coinvolgimento delle persone sono fondamentali", mette in chiaro David Nogueira, rappresentante della Comunità Intercomunale del Baixo Alentejo, il partner portoghese del progetto LIFE Lynxconnect.

Nel territorio del Baixo Alentejo, una regione caratterizzata da vaste aree rurali e bassa densità abitativa, il progetto ha puntato proprio sulla costruzione di un rapporto diretto con le comunità.

Come sottolinea Nogueira, "il nostro obiettivo è fare in modo che le persone si sentano parte del processo e non semplicemente osservatori del ritorno della specie, rendendo sostenibile la presenza della lince".

Le attività di sensibilizzazione hanno coinvolto migliaia di cittadini. Una mostra itinerante sulla lince iberica ha raggiunto oltre 30 mila visitatori in 22 località, mentre incontri nelle scuole e nei paesi hanno coinvolto più di 1.500 bambini e altrettanti adulti.

Anche gli eventi agricoli e le fiere locali sono diventati occasioni per raccontare la conservazione della specie. La lince è progressivamente diventata un elemento di riconoscimento territoriale, associata a prodotti locali come olio d'oliva, miele, vino, artigianato e turismo rurale.

La convivenza richiede però anche soluzioni concrete. Gli incidenti stradali restano una delle principali minacce da affrontare con campagne di sensibilizzazione e segnali stradali ad hoc, mentre per agricoltori e cacciatori sono previsti meccanismi di compensazione per eventuali perdite economiche.

Un modo per dimostrare che la conservazione non significa imporre una presenza dall'alto, ma costruire un nuovo patto tra persone e natura.