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Data center in Lombardia, gli operatori alzano la voce: “Servono regole chiare, il Governo faccia la propria parte”

October 25, 2026

Milano, 25 ottobre 2026 – Il “cauto ottimismo” dell’IDA (Italian Datacenter Association), l’associazione di categoria che riunisce gli operatori dei data center, presieduta da Luca Beltramino, le critiche e la richiesta di una moratoria delle nuove autorizzazioni da parte dei partiti d’opposizione che siedono in Consiglio regionale. Queste le reazioni alle modifiche alla legge regionale che disciplina l’apertura di nuovi data center in Lombardia approvate solo giovedì dalla Giunta regionale.

La nota dell’IDA. “Come associazione di riferimento del settore, continuiamo a lavorare con la Regione in un percorso di confronto costruttivo e riteniamo che alcune delle modifiche introdotte possano rafforzare principi che gli operatori considerano già centrali nella progettazione e nella realizzazione delle infrastrutture. È importante, tuttavia, ricordare che molte delle esigenze richiamate nel dibattito erano già affrontabili nell’ambito degli strumenti normativi esistenti: non bisogna alimentare l’impressione che il settore abbia finora operato senza attenzione per il territorio”, si precisa.

"Favorevoli ad uno sviluppo sostenibile”

"Siamo favorevoli a uno sviluppo sostenibile dei data center e condividiamo l’importanza di un uso responsabile del suolo e delle risorse idriche: l’80% delle superfici interessate dai progetti analizzati a livello nazionale riguarda aree già urbanizzate o dismesse, oggetto di riqualificazione e recupero, e sul fronte idrico i moderni sistemi di raffreddamento utilizzano circuiti chiusi, sistemi a secco e soluzioni ibride, riducendo il fabbisogno di acqua. La posta in gioco è rilevante: stimiamo un potenziale di 36,9 miliardi di euro di investimenti infrastrutturali e di circa 26.000 occupati a tempo pieno tra il 2026 e il 2036. Si tratta di un’opportunità per la competitività del Paese, la creazione di competenze e lo sviluppo delle filiere locali, che richiede però condizioni adeguate perché i progetti possano tradursi in investimenti effettivi”, prosegue la nota.

Luca Beltramino, presidente di IDA

Luca Beltramino, presidente di IDA

Il nodo principale

“Il nodo principale, oggi, resta la certezza normativa – si sottolinea –: la difficoltà maggiore per gli operatori è la mancanza di chiarezza e prevedibilità delle regole. Le imprese non chiedono meno controlli né deroghe alle tutele ambientali: chiedono di sapere con precisione quali requisiti rispettare, quali procedure seguire e quali tempi attendersi. Per questo il confronto con la Regione è importante, ma deve inserirsi in un percorso più ampio. È fondamentale che anche il Governo contribuisca a definire un quadro nazionale chiaro e coordinato, capace di offrire certezze agli investitori e alle amministrazioni locali, valorizzando le specificità dei territori”.

Il commento di Di Marco

Quindi Nicola Di Marco, capogruppo del Movimento 5 Stelle in Consiglio regionale: “In seguito al caos generato dal centrodestra in materia di data center, l’unica opzione saggia in questo momento è una moratoria, così come chiesto dai territori. Regione Lombardia prima ha approvato una legge fuffa rifiutando ogni proposta a tutela dei territori presentata dalle opposizioni, poi si è fatta commissariare dal Governo, dopo quattro mesi annuncia correttivi alla legge perché le loro previsioni erano totalmente irrealistiche. Però, tutte le modifiche annunciate alla normativa, saranno applicabili solo sui nuovi progetti e non su quelli già avviati. In pratica la situazione è già fuori controllo da tempo ma da domani ci saranno nuove regole”.

"Modifiche prive di efficacia”

"Nello specifico la necessità di una variante al Pgt, o un accordo attuativo per costruire su aree verdi o agricole è già previsto dalla normativa. Avremmo voluto anche impegni maggiormente stringenti per ciò che concerne le energie rinnovabili, la distanza dalle abitazioni e per il contrasto alle isole di calore. Anche le modifiche apprezzabili apportate alla legge, come quella relativa alle limitazioni al consumo di acqua, si rivelerebbero prive di efficacia. Questo per due ragioni. La prima: è evidente che i progetti attualmente in essere, che palesano manifeste criticità, debbano essere rivalutati. La seconda: finché rimarrà economicamente conveniente edificare i data center su terreni verdi o agricoli, piuttosto che su aree dismesse da riqualificare, sarà possibile continuare a speculare sull’ambiente e sulla salute delle persone”.

Il commento di Rosati

Infine Onorio Rosati, consigliere regionale di Alleanza Verdi Sinistra: “Dopo cinque mesi la stessa maggioranza modifica una legge che faceva già acqua da tutte le parti. Oggi la stessa giunta propone modifiche che sono insufficienti rispetto a un fenomeno sfuggito di mano fa tempo. Non ci hanno ascoltati mesi fa e questo è il risultato. L’unica soluzione è la moratoria. Una sospensione temporanea per definire una pianificazione regionale che metta freno al Far West che c’è oggi in Lombardia”.