Home > Cronaca > Decreto Sicurezza, cosa cambia con le nuove norme: dal reato di violenza organizzata alle sanzioni per i genitori
Cosa prevede lo schema di dl a cui il Consiglio dei ministri ha dato il via libera dopo gli scontri di Milano e in altre città
Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera allo schema di decreto legge sulla sicurezza nato sulla scia degli scontri di Milano e i disordini che hanno colpito molte altre città italiane, e che hanno visto protagonisti soprattutto minorenni. Un decreto, ha chiarito il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, che “lungi dal costituire una limitazione alle manifestazioni del pensiero è una sorta di garanzia perché tipicizzando reati e aggravanti rende comprensibili i limiti della libertà di manifestazione”. In particolare, la bozza di decreto legge introduce nuove misure per rafforzare la sicurezza pubblica, contrastare la violenza durante le manifestazioni, responsabilizzare le famiglie rispetto ai comportamenti illeciti dei minori e potenziare il controllo del territorio. A spiegarlo in conferenza stampa sono il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, e il titolare del Viminale, Matteo Piantedosi. Diverse le novità messe a punto “per arginare fenomeno che non è solo italiano”, come ha puntualizzato il Guardasigilli ma che ha travolto le città italiane, a partire da Milano.
Il nuovo reato di violenza organizzato e l’inasprimento delle pene
La bozza introduce un nuovo reato di violenza organizzata nelle manifestazioni pubbliche che prevede la reclusione da 2 a 5 anni e multa da 10.000 a 20.000 euro per chi, partecipando a un gruppo organizzato di almeno cinque persone, “utilizza o lancia oggetti pericolosi, petardi, bengala o altri materiali che mettano concretamente a rischio l’incolumità delle persone”. “La struttura del reato – ha precisato Nordio – dal punto di vista dogmatico si dovrebbe chiamare di ‘pericolo anticipato’” ed “è costituito dall’utilizzo e dal lancio di questi strumenti da parte di un gruppo organizzato anche in modo occasionale”. Da 4 a 12 anni di reclusione sono invece previsti per chi organizza o promuove il gruppo, anche attraverso strumenti informatici, oppure incita o istiga a commettere queste condotte. Sono inoltre previsti aumenti di pena per la devastazione e il danneggiamento commessi durante manifestazioni o da gruppi organizzati. La bozza introduce sanzioni amministrative a carico di chi esercita la responsabilità genitoriale quando un minore partecipa a determinati reati, anche se non è imputabile: da 500 a 1.000 euro per la prima condotta, cifra che può salire a 2.000 euro in caso di reiterazione. Il prefetto può inoltre ingiungere ai genitori il pagamento dei danni provocati dal minore ai beni dello Stato, delle Regioni e degli enti locali.
Le novità per chi ha compiuto 14 anni
La bozza modifica le disposizioni relative ai minori che hanno compiuto 14 anni ma non ancora 18. Nei casi previsti dall’articolo 98 del codice penale, viene introdotta una presunzione di capacità di intendere e di volere del minore. Nei casi interessati dalla modifica, la capacità di comprendere il significato delle proprie azioni e di autodeterminarsi viene cioè presunta, ma può essere dimostrato il contrario. Il questore potrà disporre un avviso orale accompagnato dal divieto di radunarsi con una o più persone determinate, in luoghi pubblici specificamente individuati e anche in determinate fasce orarie. La misura riguarda persone che presentano i requisiti previsti dalla bozza, tra cui precedenti provvedimenti di prevenzione o condanne, anche non definitive, per determinati delitti contro la persona o il patrimonio commessi in luoghi pubblici. Il divieto può durare fino a un anno. La misura può essere applicata anche ai minori che hanno compiuto 14 anni.In occasione di eventi che incidono sull’ordine pubblico e che possono comportare un numero rilevante di arresti in flagranza, la bozza prevede una procedura accelerata per l’applicazione di magistrati. Il provvedimento dovrà essere disposto entro 24 ore dalla richiesta del dirigente dell’ufficio giudiziario competente, senza attendere il parere del consiglio giudiziario. La richiesta e il provvedimento saranno comunque trasmessi al consiglio per le valutazioni di competenza. L’obiettivo è consentire la convalida degli arresti nei tempi previsti dalla legge. Per rafforzare il controllo del territorio dopo i gravi incidenti verificatisi a Milano, la bozza prevede 500 militari aggiuntivi a Milano e il loro impiego fino al 31 dicembre 2026. Infine la bozza interviene anche sulle norme procedurali relative all’arresto in flagranza, includendo tra i casi interessati alcune nuove fattispecie di reato, tra cui la violenza organizzata nelle manifestazioni e il danneggiamento commesso da un gruppo organizzato. Sono previste modifiche anche alle disposizioni del processo penale minorile, con l’obiettivo di coordinare le nuove fattispecie con le procedure applicabili ai minori.