I film del fine settimana
Al cinema arriva il nuovo lungometraggio di Renny Harlin, un’operazione nostalgica ben poco coinvolgente

Gli squali, si sa, fanno spesso rima con il cinema horror in uscita nei mesi più caldi dell’anno e anche quest’estate non fa eccezione: nelle sale è infatti in programma “Deep Water – Incubo dagli abissi” di Renny Harlin, regista finlandese, specializzato nel cinema d’azione da ormai diversi decenni.
Domande di approfondimento generate da 24Ore AIHarlin nel corso degli anni Novanta aveva diretto titoli molto famosi per i fan del genere, come “58 minuti per morire – Die Harder” o “Cliffhanger”, ed è proprio al cinema di quel decennio che sembra tornare con quest’ultima pellicola, che ha tra l’altro molto a che fare con il suo film del 1999, “Blu profondo”.
Al centro della trama di “Deep Water” c’è la drammatica esperienza di un gruppo di passeggeri a bordo di un volo intercontinentale: durante il tragitto, un grave guasto costringe l’aereo a un atterraggio di emergenza nel bel mezzo dell’oceano, trasformando la traversata in un terrificante incubo senza via di fuga. Lo schianto avviene in acque infestate da spaventosi squali affamati e i sopravvissuti, di nazionalità ed età diverse, restano intrappolati tra i rottami dell’aereo che lentamente affonda, isolati e lontani da qualsiasi possibilità di soccorso. Il panico si diffonde rapidamente, la tensione cresce e la sopravvivenza diventa una lotta contro il tempo e contro la paura.
Per salvarsi, il gruppo dovrà superare conflitti personali e barriere culturali, imparando a collaborare in condizioni estreme: è forse questo il principale spunto sociologico di una pellicola che parla dell’importanza del gioco di squadra, seppur in maniera indubbiamente superficiale, e di quanto la solidarietà sia l’unica possibile azione per riuscire a sopravvivere.
“Deep Water” e gli altri film della settimana
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Umorismo nero e troppa retorica
Per i fan dei film con protagonisti gli squali, non manca una certa tensione e si può raggiungere un discreto divertimento complessivo, ma la sceneggiatura è davvero troppo prevedibile e l’effetto nostalgia funziona solo in parte.