Garlasco (Pavia), 9 ottobre 2026 – L’indagine che ha travolto Andrea Sempio, accusato dalla Procura di Pavia di essere l’autore del delitto di Chiata Poggi avvenuto nel 2007 a Garlasco, non ha risparmiato chi gli sta accanto. I genitori e in particolare il papà, Giuseppe Sempio, che non solo è comprensibilmente preoccupato per il figlio, ma anche per se stesso visto che è indagato per corruzione insieme all'avvocato Federico Soldani e all'ex carabiniere Silvio Sapone. L'ipotesi è che abbia pagato per ottenere l'archiviazione della prima inchiesta nei confronti del figlio, quella del 2017.
L’intervista a Quarto Grado
Di questo e di molto altro ha parlato Giuseppe Sempio a “Quarto Grado” su Retequattro, programma condotti da Gianluigi Nuzzi. "Se tornassi indietro l'unica cosa che farei è farmi fare la fattura. Solo quello. Quello che hanno fatto gli avvocati in quel periodo, secondo me, non l'hanno fatto male. Hanno fatto bene, sono stati pagati per il loro lavoro”, ha detto nel corso dell’intervista, che proponiamo qui nella versione integrale.
Come sta vivendo questa chiusura delle indagini nei confronti di Andrea?
"Noi siamo in attesa. Mio figlio è innocente, non c'entra niente con questa storia. Però si va avanti, si deve andare avanti”.
C'è un filone parallelo che è quello della corruzione. Intanto, rimanendo su Andrea, le chiedo se lei ha paura che entri in questo filone anche lui.
"Spero che mio figlio non venga fatto entrare in questa cosa. Oltretutto, l'inizio coincide con il fatto che noi avevamo consegnato una cifra agli avvocati per seguire mio figlio nel 2016, dopo che è stato indagato. Erano quei famosi soldi di cui si parlava, i 45.000,00 euro, poi c'erano altri soldi che sono stati dati quando c’è stato bisogno di avere il documento dal generale Garofano. C'è una cosa però da ricordare, che noi dopo l'archiviazione di mio figlio nel 2017 avevamo fatto richiesta, consigliati dagli avvocati, di un risarcimento".
Oltre ai soldi pagati agli avvocati per Andrea c'erano anche quelli per il risarcimento.
"C’era la documentazione per il risarcimento da fare, quindi la cifra è stata versata dai Sempio. Ma alla seconda archiviazione, noi finanziariamente eravamo un po' a vuoto, avevamo già speso tutto, quindi abbiamo dovuto accettare l'archiviazione”.
All'epoca non avevate avuto il dubbio che quelle cifre fossero, in così poco tempo, tanto importanti?
"No, non abbiamo avuto il dubbio perché non siamo avvocati. In quel periodo eravamo anche un po' sbandati… Il 23 di dicembre mattina accendo il televisore e al telegiornale c'è mio figlio. A quel punto, ci hanno consigliato di prendere degli avvocati. Abbiamo telefonato a Lovati ma non si riusciva a intercettarlo, allora siamo andati da Soldani”.
È possibile, secondo lei, che il giro di soldi si sia trasformato in corruzione a vostra insaputa? È possibile che dei soldi dati da voi agli avvocati, poi siano finiti in qualche modo alla polizia giudiziaria?
"Non credo”.
Tornando indietro c'è qualcosa che, in quello che ha detto e che ha fatto, non farebbe o non direbbe?
"No, se tornassi indietro l'unica cosa che farei è farmi fare la fattura. Solo quello. Quello che hanno fatto gli avvocati in quel periodo, secondo me, non l'hanno fatto male. Hanno fatto bene, sono stati pagati per il loro lavoro”.
Lei quando ha letto dell'archiviazione di Venditti ha sperato che, contestualmente, venisse archiviato anche lei?
"Sì, questo lo aveva pensato. Io quella gente lì non la conosco neanche (Spoto e Sapone, ndr), non so chi sono, non mi ricordo i nomi, non so neanche che ruolo avessero”.
Ci sono delle intercettazioni in cui parla con Andrea di Spoto e di Sapone, riferendosi a “quella roba là”.
«In paese si dice “quella roba lì” sempre, qualsiasi cosa che fai, è una cosa normale. Mio figlio, che è stato chiamato poi, ha fatto la cosa più giusta del mondo. Aveva degli avvocati, gli ha detto “se vuoi parlare, parla col mio avvocato”. Questa non è più la nostra casa, siamo intercettati dappertutto. In casa nostra noi dobbiamo stare attenti, dici una cosa che per noi in dialetto è una cosa normale, e poi la rigirano. Spero che sia l'ultima volta per me, per mio figlio, mia moglie e per i Poggi. I Poggi hanno perso una figlia e io non riuscirei a reggere di non averla più in casa. È spaventoso, hanno una forza incredibile, non so come la gente possa continuare a insultarli, non si può insultare una famiglia che ha perso una figlia, che era il gioiello di casa insieme al fratello. Non so come fanno a stare in piedi. E d'altronde anche noi stiamo tribolando dal 2016 fino ad adesso. Ma mio figlio con quella roba lì non c'entra niente, non ha niente a che vedere".