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Desailly striglia l’Italia: “Investite poco nei vivai, ora dovete correre”

October 2, 2026

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Lo chiamavano "la roccia di Francia" e il motivo era chiaro a tutti. Marcel Desailly da centrale poteva arginare Van Basten - così Berlusconi si innamorò di lui e lo portò al Milan - e da mediano non sfigurava di fronte ai trequartisti più forti del mondo. Dove lo mettevi, stava. Il suo segreto? Badare al sodo. Lo ha sempre fatto in campo e non ha smesso fuori, dove le parole a volte possono colpire più forte dei calci. Prima di Francia-Italia di Nations, dall'assemblea dei club di Copenaghen, l'ex rossonero ci ha donato la sua opinione sullo stato di salute del nostro calcio senza filtri, diretta come un pugno nello stomaco: «Noi abbiamo tre nazionali. La Francia A, la Francia B e la Francia C e possiamo vincere con tutte loro qualcosa di importante. Voi ne state ricostruendo una adesso. Datevi tempo, ma non prendetevela troppo comoda».  

 Il tempo, dice. Rischiamo di fare le cose all'italiana? 

«La questione è molto semplice: voi dovete ricostruire da zero e questo non si può fare in un giorno, però le altre nazionali non stanno mica a guardare e nel frattempo crescono, sviluppano, migliorano. Dovete correre a velocità doppia per recuperare il terreno perso».

Il nuovo corso di Mancini la convince? 
«Non c'è nessuno migliore di Mancio per superare la grande crisi che state attraversando. Tre volte senza Mondiale, da non crederci. Vedo che è tornata la fiducia nei giovani ed è una buona cosa. Allora anche noi francesi possiamo insegnarvi qualcosa, dai».

Il suo amico Zizou che ct è e sarà? 
«Blanc, Deschamps, Zidane... la mia generazione qualcosa sta lasciando alla nazionale. Zinedine è molto intelligente, sa cosa significhi avere successo e poi abbiamo tanto di quel potenziale che non sarà difficile per Zidane ottenere presto dei risultati. Abbiamo fiducia nella sua perspicacia e nella qualità del gioco della squadra».

La nuova Francia è già alla pari della Spagna campione di tutto? 
«Nel nuovo 4-3-3 ci vuole tempo per permettere alla linea mediana di essere talmente forte da supportare sia la difesa sia l'attacco. Serve disciplina, soprattutto per centrocampisti con doti offensive. La Spagna è la migliore... adesso. Sono sicuro che al 100% che tra un po' non ci batteranno più».

Manu Koné può diventare un leader bleus? 
«Wow, lo è già: calciatore fantastico, tra i migliori in circolazione».

Vedendolo da fuori, ha capito qual è il vero problema del nostro calcio? 
«Direi i pochi investimenti nei vivai, gli stadi non adeguati, la mancanza di stabilità e una filosofia di gioco che appartiene al passato. Questo mix è un bel problema. Vi voglio bene ragazzi, in Italia ci ho lasciato il cuore, così però non si va lontani».

Desailly, ai suoi tempi la Serie A era il paradiso del calcio. 
«Ti alzavi la mattina e sentivi parlare di calcio. Uscivi di casa e vedevi i bambini che lo giocavano ovunque».

Il nuovo Milan le piace? 
«Lo seguo e tifo rossonero. Però il vostro campionato lo guardo poco in generale. E forse è proprio questo il punto: se in tanti stanno smettendo di seguirlo, c'è un problema».

Mbappé dovrebbe vincere il Pallone d'oro? 
«Beh è il miglior giocatore del mondo. Da quattro anni fa 40 gol a stagione, trovatelo uno più forte e decisivo».

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