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Devi disabilitare questa opzione sui social, altrimenti chiunque potrà creare una foto con la tua faccia - Melablog

July 19, 2026

La novità, segnalano gli esperti di Malwarebytes, può permettere ad altri utenti di generare immagini AI che raffigurano una persona con profilo pubblico, senza che questa riceva una notifica, se non viene disattivata l’apposita impostazione. Una funzione pensata per rendere più personali i contenuti creati con l’AI, ma che apre un tema molto concreto: la privacy online e il controllo della propria immagine sui social.

Con Muse Image, Meta permette di inserire riferimenti a profili Instagram pubblici nei prompt usati per generare immagini con l’AI. Tradotto: come hanno spiegato i ricercatori di Malwarebytes, “basta che qualcuno tagghi il tuo account in un prompt” perché il sistema possa creare un’immagine che ti raffigura, o che richiami il tuo volto, il tuo stile, i contenuti che hai già pubblicato. A prima vista può sembrare una funzione leggera, quasi un gioco: avatar, versioni alternative di sé, immagini ironiche o contenuti da condividere.

Il rischio privacy: immagini AI create senza avvisare gli utenti taggati

Il problema nasce quando il profilo è pubblico e l’opzione resta attiva. In quel caso non sei solo tu a poter usare l’intelligenza artificiale su Instagram sui tuoi contenuti: anche altri utenti possono richiamare il tuo account nelle funzioni AI di Meta. Post e Reels diventano così materiale riutilizzabile in uno spazio dove creare immagini artificiali è sempre più semplice. E dove, per chi guarda, il confine tra foto reale e contenuto generato può diventare molto meno chiaro.

Mano che tiene uno smartphone con schermata di impostazioni e interruttori, con laptop sfocato e volto sullo sfondo
Uno smartphone con le impostazioni di privacy in primo piano, mentre sul laptop sullo sfondo appare un volto sfocato.

Il punto più delicato riguarda l’assenza di un avviso diretto. Secondo Malwarebytes, in base alla politica di Meta, l’utente non riceve alcuna notifica se qualcuno usa il suo account pubblico in un prompt per creare un’immagine AI. “Rende difficile sapere quando o come la tua immagine sia stata utilizzata”, hanno osservato gli esperti. Una frase che mette a fuoco il problema: molti potrebbero accorgersene solo dopo, a funzione già attiva.

Non è solo una questione di imbarazzo o fastidio. C’è di mezzo la reputazione digitale, soprattutto se l’immagine generata è ambigua, satirica o fuorviante. Un contenuto può finire in chat, storie, gruppi privati o su altri social prima ancora che la persona raffigurata ne sappia qualcosa. A quel punto si può chiedere la rimozione, certo. Ma intanto l’immagine potrebbe essere già stata salvata, inoltrata o ricondivisa.

Come disattivare il riutilizzo AI di post e Reels

Per limitare questo uso, gli esperti indicano un passaggio preciso dentro Instagram. Bisogna aprire il proprio Profilo, entrare nel Menu e cercare la voce Condivisione e riutilizzo. Da lì, nella sezione “Consenti agli utenti di riutilizzare i tuoi contenuti su Instagram con le funzionalità IA di Meta”, è possibile disattivare i pulsanti legati a Post e Reels. La dicitura, precisano gli analisti, può variare a seconda della versione dell’app.

La funzione, però, non è ancora visibile per tutti. Il rilascio è graduale e, secondo quanto riportato, è partito dagli Stati Uniti. Chi non trova l’impostazione potrebbe quindi dover aspettare un aggiornamento dell’app o l’arrivo della novità nel proprio Paese. Il consiglio resta quello di controllare di tanto in tanto le impostazioni di privacy Instagram, soprattutto se si ha un profilo pubblico, professionale o molto esposto.

Per Malwarebytes, il nodo centrale è il consenso. Gli esperti criticano il fatto che Meta non abbia reso più evidente la possibilità di disattivare il riutilizzo dei contenuti per le funzioni AI. “Verrebbe da sperare che Meta ti avvisasse subito, all’apertura di Instagram, con un messaggio grande e in grassetto del tipo ‘Disattiva questa funzione se non la vuoi’, ma non è così”, hanno spiegato. In sostanza, l’utente deve andare a cercare l’opzione da solo. Non viene guidato in modo chiaro.

Resta poi un altro punto aperto: che fine fanno le immagini AI già create prima della disattivazione. Sempre secondo gli esperti, non risulta che Meta rimuova in automatico i contenuti generati in precedenza da altri utenti. Disattivare l’impostazione può quindi ridurre gli usi futuri, ma non chiarisce cosa accada a ciò che è stato eventualmente prodotto prima. Per chi usa Instagram come vetrina personale o professionale, dal creator al libero professionista, non è un dettaglio da poco.

La vicenda mostra quanto le nuove funzioni di AI generativa stiano entrando nelle app di tutti i giorni attraverso menu, aggiornamenti e condizioni d’uso che spesso passano inosservati. Eppure qui una singola impostazione può fare la differenza: mantenere un minimo di controllo sul proprio volto online, oppure lasciare che venga richiamato, trasformato e riutilizzato da altri senza un avviso diretto.