Delle figure professionali richieste dalle aziende della nostra provincia, circa una su due è praticamente impossibile da reperire. A fotografare la difficoltà delle imprese del nostro territorio nel trovare personale sono i dati Unioncamere-Ministero del Lavoro elaborati dall’Ufficio studi di Confartigianato. Nel mese di settembre, nella provincia di Pesaro e Urbino, erano previste 2.810 assunzioni ma il 48,9% di queste è risultata di difficile reperimento, sia per mancanza di candidati che per la loro preparazione inadeguata. A soffrire sono le professioni specializzate ma non solo. Secondo i dati, il 44,8% del personale qualificato ricercato nelle attività ricettive e nella ristorazione è risultato difficile da reperire, mentre nelle attività commerciali e addetti alle vendite questo dato ha riguardato il 18% dei casi. Se prendiamo figure professionali come operai metalmeccanici specializzati, il dato che riguarda la difficoltà nel reperire i lavoratori richiesti dalle aziende vede addirittura un incremento. Su circa 330 persone da assumere, il 68,6% è risultato complicato da trovare. Stessa sorte anche per gli operai del settore edilizia e industria estrattiva, dove sono mancate circa l’80,7% delle figure richieste.
"Una realtà che le imprese conoscono molto bene e che purtroppo riguarda un numero sempre maggiore di professioni – dice Marco Pierpaoli, segretario di Confartigianato Imprese Ancona - Pesaro e Urbino –. Da una parte bisogna sottolineare che a causa del calo demografico ci sono sempre meno persone che entrano nel mercato del lavoro, dall’altra che le competenze richieste dalle imprese sono sempre più specialistiche. Per questo è importante riuscire a creare un collegamento tra scuola e mondo del lavoro". Il segretario di Confartigianato sottolinea come l’associazione voglia rappresentare anche in questo senso "il ruolo di attore sociale – dice -. Stiamo investendo molto nel rapporto con scuole e Università, per avvicinare i ragazzi al mondo delle imprese, appassionarli al lavoro e al loro futuro".