TREVISO - Quasi 4.500 bambini e ragazzi non vaccinati. Sono esattamente 4.469 gli under 18 trevigiani che non hanno effettuato neppure una dose contro la difterite, malattia infettiva provocata da un batterio che in caso di complicanze può portare anche all’arresto cardiaco. L’attenzione è elevata dopo il caso di Anna Rosa Bartolotta, la bambina di quattro anni, non vaccinata, morta il 20 agosto a Palermo proprio a causa della difterite. Ma si guarda anche all’inizio del nuovo anno scolastico, che partirà ufficialmente il 10 settembre.
L’anti-difterica rientra tra le vaccinazioni obbligatorie per i bambini e i ragazzi fino ai 16 anni. Senza queste, i bambini non possono essere ammessi al nido e alle materne. Alle elementari, e al biennio delle superiori, la frequenza resta sempre garantita. Ma per gli inadempienti l’Usl avvia un percorso di recupero della vaccinazione, anche con solleciti e raccomandate indirizzate alle famiglie. Non dovessero bastare, come ultimo passo è prevista una multa fino a 500 euro.
I solleciti
La sensibilizzazione è stata intensificata. Il servizio Igiene e sanità pubblica dell’Usl della Marca ha rafforzato le attività di contatto con le famiglie, con una task force dedicata al recupero e alla gestione degli appuntamenti. Se la famiglia salta il primo appuntamento vaccinale - senza averlo comunicato - viene ricontattata via telefono nel giro di 48 ore. Qui scatta il primo sollecito per fissare l’appuntamento entro 30 giorni. Davanti a dubbi o anche a rifiuti totali da parte dei genitori, viene data la possibilità di avere un colloquio informativo con il medico. In caso di ulteriore inadempienza, parte il secondo sollecito, questa volta con una raccomandata.
Nella galassia dei No-vax e Free-vax c’è pure chi gioca sul tempo, continuando a rinviare l’appuntamento. In queste situazioni viene fissato un appuntamento in modo “coatto”. «L’obiettivo della procedura - si specifica - è garantire alle famiglie informazione, ascolto e possibilità di recuperare la vaccinazione, favorendo l’adesione ai programmi vaccinali e la tutela della salute dei bambini e della comunità».
La copertura
Va comunque detto che il livello di copertura nella Marca è buono. La vaccinazione contro la difterite - nel primo anno di vita - rientra nel vaccino esavalente, che protegge anche da tetano, pertosse, poliomielite, epatite B e Haemophilus influenzae di tipo B. Considerando i trevigiani nati tra il 2008 e il 2024, il 96,1 per cento (120.858 bambini e ragazzi) ha effettuato almeno il ciclo di base contro la difterite (tre dosi). «Una percentuale - sottolineano dall’azienda sanitaria - che rappresenta un indicatore positivo della capacità del sistema vaccinale territoriale di garantire il raggiungimento della protezione primaria».
La nota dolente riguarda i richiami a 6 e 14 anni, necessari per mantenere il livello di protezione individuale e collettiva. Il primo viene saltato dal 14,6% dei bambini. Il secondo dal 15,6% degli adolescenti. «La quota di soggetti che non ha completato le vaccinazioni previste per età, in particolare per quanto riguarda i richiami dell’età prescolare e adolescenziale - è la linea dell’Usl - rappresenta un ambito prioritario di intervento per consolidare ulteriormente i livelli di protezione».
Il bilancio
A livello generale, infine, considerando tutti i vaccini, l’ultimo report dell’azienda sanitaria ha evidenziato che l’anno scorso sono state somministrate complessivamente 473.258 dosi nella Marca. Cioè 6.168 in più dell’anno precedente. Ed è salita anche la protezione tra i 17mila bambini con meno di due anni: le coperture viaggiano oltre il 95%, livello considerato di riferimento per l’immunità di gregge. «Il dato del 2025 ha raggiunto la soglia del 95% per tutti i vaccini offerti entro i 24 mesi di età - si conclude - e si discosta lievemente, in senso positivo, rispetto al dato dell’anno precedente».