Elephants

'Disimpegno 710', il piano di Ben Gvir per rimuovere tutti i palestinesi da Gaza

September 3, 2026

ROMA – Rimuovere da Gaza la stragrande maggioranza della popolazione palestinese. Così il ministro israeliano della Sicurezza nazionale Ben Gvir è ‘tornato alla carica’, svelando in conferenza stampa il piano ‘Disimpegno 710’. L’intento è quello di trasferire con la forza i palestinesi dall’enclave sotto assedio e inviarli all’estero attraverso quella che definisce un'”emigrazione volontaria”. L’iniziativa, è stata presentata mentre nel Paese è in corso la campagna elettorale, in vista delle elezioni del 27 ottobre. Come spiega il Times of Israel, il nome ‘Disimpegno 710’ è un riferimento sia al ritiro israeliano da Gaza del 2005, sia all’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023.

LE TAPPE DEL PIANO

Il piano si articola in tappe graduali: la fase iniziale prevede il trasferimento di 250.000 abitanti di Gaza nel corso del primo anno; la seconda punta ad estendere il totale a 1,11 milioni entro il triennio (fino a raggiungere circa 2 milioni nei sei anni successivi); infine, l’obiettivo a lungo termine mira a completare il processo raggiungendo 1,86 milioni di persone entro sette anni.

Un piano “realistico”, ha dichiarato Ben-Gvir, affermando che ci sono paesi “pronti” ad accogliere i palestinesi. Tra le potenziali destinazioni prese in considerazione dal partito, figurano Turchia, Etiopia, Congo e non specificati paesi arabi. Il ministro israeliano ha aggiunto: “Invece di illusioni di pace immediate, abbiamo bisogno di azioni immediate per l’emigrazione. Invece di scavare tunnel, è tempo di fare le valigie”.

Sembra aver tenuto conto di tutto il ministro dell’estrema destra israeliana, se non fosse però, che ai sensi delle Convenzioni di Ginevra, il trasferimento forzato di civili in territori occupati è considerato un crimine di guerra. La sua proposta, arriva all’indomani delle dichiarazioni del Ministro della Difesa Israel Katz, che ha affermato che i piani per favorire l’emigrazione di massa da Gaza sono ancora in fase di discussione e sono stati semplicemente “congelati” da Trump.