Genneruxi.
01 ottobre 2026 alle 00:14
A distanza di giorni, ci sono ancora i frammenti in terra. In alcuni, sono ben visibili le lettere che componevano la scritta: “Piazza Vittime della strada”. È quello che resta della targa dedicata alle persone che hanno perso la vita in incidenti stradali.
L’intitolazione della piazza, che si trova tra via Lione e via dei Vittorini, a Genneruxi, e lo svelamento della targa avvennero nel novembre del 2016, in occasione della "Giornata mondiale delle vittime della strada", con l’obiettivo, tra l’altro, di sensibilizzare i cittadini sul tema fondamentale della sicurezza stradale. Ci fu anche una messa e una breve fiaccolata. Pochi giorni fa, la targa è stata completamente distrutta a colpi di pietra. «È successo di sabato sera sul tardi», racconta Ernesto Cabras, un abitante della zona, «dormivo, quando ho sentito rumori forti provenire dalla piazza; perciò mi sono affacciato e ho visto dei ragazzini prendere a sassate la targa. Sono rimasto allibito, qui tutti ci tenevano a quello che era un omaggio alle vittime della strada». Anche altri residenti hanno assistito alla scena, però non se la sentono di parlare con nome e cognome perché, dicono, «abbiamo paura di ritorsioni, visto che si tratta di un gruppo numeroso e noi abitano proprio di fronte alla piazza». Dicono che, vedendo quei frammenti in terra, provano una sensazione di amarezza e sgomento: «Non avremmo mai pensato che sarebbero arrivati a prendere di mira persino qualcosa che onora chi ha perso la vita per una disgrazia. Non sarebbe successo se ci fossero più telecamere. Ce n'è una, ma è sistemata lontano dalla targa». L’associazione familiari e vittime della strada esprime rammarico: «La targa rappresenta la memoria di tante vite spezzate e il dolore delle famiglie», dice la vicepresidente nazionale Silvia Frisina, «vandalizzare un simbolo dedicato alle vittime significa ferire un luogo di memoria che appartiene all’intera comunità». Il sindaco di Cagliari Massimo Zedda dichiara: «La rimetteremo al suo posto in tempi brevi. Purtroppo esistono gli incivili, pochi, ma sempre pronti a devastare i beni pubblici».
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