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Paura Djokovic, si sente male in campo ed esce subito a Cincinnati: "Ho un problema che da anni..."

August 16, 2026

Clamorosa sconfitta per Novak Djokovic al Masters 1000 di Cincinnati. Il campione serbo, attualmente numero 5 della classifica Atp, nella notte italiana è stato battuto in tre set dal 25enne argentino Thiago Agustin Tirante, che è al numero 50 nel ranking mondiale, in tre set con il punteggio di 2-6 6-4 6-4. Un ko, arrivato dopo tre ore di battaglia, che fa rumore. Perché si tratta di Djokovic, ex numero uno al mondo e uno dei tennisti più vincenti di sempre. E perché Nole in campo non è stato bene: colpo di calore, vomito, un leggero senso di nausea e spossatezza che, con il passare dei minuti, diventa sempre più pesante, impedendogli quasi di giocare. Ma cosa è successo?

Djokovic si sente male a Cincinnati, cosa è successo

Lo spiega lui stesso: "Prima di tutto, mi congratulo con il mio avversario. Onestamente, non è stata affatto una partita piacevole per me. Questa è stata la mia sensazione. Non è la prima volta, immagino non sarà l'ultima, ma quel che è fatto è fatto. Cosa è successo? È semplicemente un problema di salute che ho. Mi dà fastidio da qualche anno. Ho molti problemi, soprattutto quando l'umidità e il caldo sono elevati". Djokovic (39 anni) non ha quindi potuto e voluto confermare che tornerà a Cincinnati il ​​prossimo anno: "Lo spero davvero, ma purtroppo, al momento sembra più probabile che non accadrà. Comunque, vedremo cosa ci riserverà il futuro", ha ammesso. Amareggiato. Adesso Nole si riposerà qualche giorno per poi tornare, se non ci saranno cambi di programma, all'Us Open in programma dal 30 agosto. "Mi aspettavo che fosse umido - ha poi aggiunto Djokovic -, ma ci sono tutti questi fattori, come il nervosismo e tutto il resto, che peggiorano la situazione, ed è quello che è successo".

Tirante batte Djokovic: "Il giorno più bello"

Ovviamente al settimo cielo Tirante: "Penso che questa sia la vittoria più bella della mia carriera. Credo di aver fatto davvero un ottimo lavoro in campo. Ho gestito molto bene la tensione di giocare contro una leggenda come Novak. Ora mi sento sollevato, perché c'è tanta pressione quando non riesci a fare break. Ho avuto tanti punti da break e non ci sono riuscito, quindi la chiave è stata continuare a credere in me stesso e nel mio team e pensarci dopo la partita. Penso alla mia famiglia e ai miei amici che sono in Argentina e mi guardano, sono davvero felici di vedermi in TV... Sono in Argentina, ma sono anche nei miei pensieri".