Un caso che scuote l'eredità di Dolly Parton, scomparsa lo scorso 25 agosto: il manager della cantante statunitense, Danny Nozell, a nome della società She's Alive, ha presentato richiesta di un'ordinanza restrittiva contro Bryan Seaver, nipote della star e fino a pochi giorni fa responsabile della sua sicurezza personale.
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Secondo quanto riportato da «Variety», che ha visionato la documentazione depositata martedì 22 settembre presso un tribunale del Tennessee, Seaver avrebbe messo in atto una campagna di intimidazioni, minacce e tentativi di estorsione nei confronti di dipendenti e collaboratori dell'entourage della cantante. Seaver, che gestisce la società di sicurezza Squadron Augmented Protection Services ed è stato lo stesso a dare l'annuncio della morte della zia in un video su Instagram, è stato licenziato il 15 settembre, circa tre settimane dopo la scomparsa di Parton.
Le intimidazioni
Secondo l'istanza legale, Seaver - che si sarebbe descritto come un mercenario con un passato paramilitare e con decine di collaboratori dotati di armamenti di livello militare - avrebbe minacciato di danneggiare gli affari legati al marchio Dollywood se non fosse stato pagato adeguatamente.
Tra i messaggi citati negli atti giudiziari, l'uomo avrebbe promesso di «distruggere l'intero marchio» e minacciato di colpire ogni realtà commerciale coinvolta nella gestione di Dollywood. In un altro passaggio si sarebbe definito, rivolgendosi all'avvocato che curava gli affari discografici della cantante, non un professionista dell'intrattenimento ma «un killer».Le conseguenze sarebbero già concrete, secondo la richiesta legale: alcuni dipendenti avrebbero smesso di presentarsi in ufficio per paura, mentre l'avvocata che seguiva il patrimonio e i trust di Parton si sarebbe dimessa proprio a causa delle intimidazioni ricevute. La società di management avrebbe dovuto assumere personale di sicurezza privato, anche per proteggere i propri dipendenti presso le loro abitazioni.
La replica
Contattato dal sito hollywoodiano TMZ, che per primo ha reso pubblica la vicenda, Seaver ha confermato in parte i toni dei messaggi, pur respingendo l'accusa di aver minacciato qualcuno: si è definito un contractor militare di professione, impegnato anche in trattative di armamenti per governi stranieri, sostenendo che si trattasse di conversazioni private con Nozell, descritte come uno sfogo condiviso nel dolore per il lutto, non come minacce reali.
Una vicenda che si inserisce nella più ampia partita legata all'eredità milionaria della cantante, da sempre terreno complesso per dispute familiari. Nonostante l'attuale scontro giudiziario, restano in programma le iniziative dedicate al ricordo dell'artista: l'apertura, prevista per i primi di ottobre a Nashville, del museo a lei dedicato - accanto al quale è già stato inaugurato un hotel a suo nome - e, più avanti nell'anno, il debutto a Broadway del musical sulla sua vita.
Ultimo aggiornamento: mercoledì 23 settembre 2026, 14:21
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