Elephants

Don Antonio Mazzi, morto a 96 anni il sacerdote degli ultimi

July 31, 2026

Home > Cronaca > Don Antonio Mazzi, morto a 96 anni il sacerdote degli ultimi

La scomparsa a Milano. Lunedì lutto cittadino per i funerali

Addio a don Antonio Mazzi: il sacerdote è morto questo pomeriggio a Milano. Educatore, giornalista e volto della tv, nella sua vita ha avuto la missione di aiutare gli ultimi. Sua l’idea del Progetto Exodus per il recupero dei tossicodipendenti.

La camera ardente per don Antonio Mazzi “sarà allestita e aperta a tutti, senza formalismi, proprio come piaceva a lui, presso la storica sede Exodus, Cascina Molino Torrette, nel Parco Lambro a Milano (ingresso pedonale), dove tutto è iniziato e dove ha sempre vissuto”. Lo rende noto Exodus, spiegando che la camera ardente sarà aperta sabato 1 agosto dalle ore 17:00 alle ore 20:00 e domenica 2 agosto dalle ore 9:00 alle 12:00 e dalle ore 17:00 alle 20:00. I funerali saranno celebrati lunedì 3 agosto alle ore 15.00 presso la Basilica di Sant’Ambrogio a Milano. “Non sarà una cerimonia formale, ma una liturgia viva, animata dai canti, dalla musica e dalle parole dei ragazzi e degli educatori di tutte le realtà Exodus presenti in Italia e nel mondo”, si legge ancora nel comunicato di Exodus. La tumulazione avverrà in forma strettamente privata presso l’Abbazia di Maguzzano (Bs) nel cimitero dell’Opera don Giovanni Calabria. Il sindaco di Milano Giuseppe Sala ha proclamato il lutto cittadino per lunedì 3 agosto.

Una vita per gli ultimi

Nato a Verona il 30 novembre 1929, il sacerdote è noto al grande pubblico per le sue numerose apparizioni in tv, legate soprattutto ai temi sul recupero dei tossicodipendenti. Viene ordinato sacerdote a Ferrara il 26 marzo 1956, e dal 1960 inizia a occuparsi dei giovani emarginati, anche nel quartiere romano di Primavalle. Al centro della sua attività i giovani, soprattutto i più vulnerabili e l’idea di trasmettere l’amore per la vita. La sua missione diventa combattere la piaga della tossicodipendenza che dilaga a Milano tra gli anni ’70 e gli anni ’80.

E’ l’esperienza come direttore dell’Opera don Calabria di Milano in via Pusiano, a ridosso del Parco Lambro, che fa vivere a don Mazzi il dramma di tanti ragazzi che prendono il tunnel della droga. Da qui l’intuizione di Exodus. Prima progetto e poi, dal 1984, comunità e punto di riferimento nazionale.

Il recupero dei tossicodipendenti

L’esperienza dei progetti consiste nel trasformare le terapie residenziali predominanti allora nel recupero dei tossicodipendenti in pedagogie itineranti (carovane). Lotta per la realizzazione concreta di percorsi alternativi al carcere per ex terroristi ed ex tossicodipendenti.
Don Antonio non si ferma mai e nel corso del tempo continua la sua attività di sostegno agli ultimi in diverse forme. L’impegno di don Mazzi travalica i confini dell’Italia e nel 2004 e arriva in Patagonia dove il sacerdote apre una comunità per ragazzi di strada. Oggi Exodus è presente in Italia e nel mondo con circa 40 realtà. Nel 2022 don Mazzi è insignito del titolo di Cavaliere di Gran Croce ‘Al merito della Repubblica Italiana’ Gli sono state conferite tre lauree ad honorem in pedagogia: Palermo nel 1994, Lecce nel 1996, Macerata 2004.

Educatore, difensore degli ultimi ma non solo. L’impegno di don Mazzi è passato anche per i media. Diverse le testate per cui collabora , tra queste Famiglia Cristiana, Corriere della Sera, La Stampa, Il Giorno, Avvenire e Jesus. E’ voce radio su Rtl 102.5 con ‘Don Mazzi dà i numeri’. Entra, a metà degli anni ’90, nelle case degli italiani ogni domenica pomeriggio partecipando a ‘Domenica In’ . E poi c’è il don Mazzi interista. Tifoso appassionato, aveva un dialogo con la Curva Nord e non ha mai mancato di dire la sua anche sul calcio. Anche lì, con finalità educativa.