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Don Mazzi, aperta la camera ardente nella sede di Exodus: allestita nella mensa dove pranzava con i ragazzi

August 1, 2026

Milano, 1 agosto 2026 –  È stata aperta alle 17 di oggi, sabato 1 agosto, nella sede della comunità Exodus al Parco Lambro di Milano, la camera ardente di don Antonio Mazzi, il fondatore della comunità morto ieri all'età di 96 anni. Subito presenti l'assessore alle Opere pubbliche del Comune di Milano, Marco Granelli e il vicepresidente di Exodus Franco Taverna. 

La camera ardente è stata allestita nella mensa della struttura, lo stesso luogo dove il sacerdote pranzava ogni giorno insieme ai ragazzi accolti dalla comunità. Il feretro è avvolto in un sudario firmato dagli educatori della comunità, ed è circondato da fiori, mentre alle sue spalle, tra i gonfaloni del Comune di Milano, della Regione Lombardia e della Città Metropolitana un grande pannello con una sua immagine sorridente, recita una sua celebre frase: “I sogni sono sempre giovani”.

Accanto al feretro sono stati deposti alcuni oggetti a lui cari, tra cui i sandali, un bastone da viandante, in legno, con una lanterna legata alla sommità per indicare la via, e una Bibbia, dono di un caro amico, aperta sul passo della Pentecoste.

Tra i fiori già arrivati quelli inviati dal cantante Albano Carrisi e dalla Nazionale Italiana Magistrati, da anni vicina alla Fondazione Exodus. 

La camera ardente, come comunicato ieri dalla Fondazione, resterà aperta oggi fino alle 20 e poi domani dalle 9 alle 12 e dalle 17 alle 20.

Milano, 01/08/2026, Parco Lambro, Fondazione Exodus, Camera ardente funerali morte di Don Mazzi

Parco Lambro, Fondazione Exodus: la camera ardente di don Mazzi

I funerali e il lutto cittadino

Ieri, il sindaco Beppe Sala ha subito proclamato il lutto cittadino per lunedì 3 agosto, in occasione delle esequie di don Mazzi, che si svolgeranno alle 15 nella Basilica di Sant’Ambrogio. Nella stessa giornata, si legge in una nota di Palazzo Marino, quale ulteriore segno di cordoglio e di partecipazione della comunità milanese, la bandiera civica sarà esposta a mezz’asta in tutte le sedi comunali. 

"Ha fatto grande Milano” 

A esprimere il senso della perdita che sta attraversando un’intera città l’assessore alle Opere Pubbliche Marco Granelli: “Per tutte le istituzioni è un momento triste di perdita di un uomo che ha fatto tantissime cose, che ha cambiato e ha avuto un'energia enorme". "È stato un uomo che ha fatto grande Milano, che ha saputo rispondere ai giovani di questa città e alle sue sfide. Ci saranno tutti i modi per ricordarlo – ha assicurato – e per farein modo che il suo nome e la sua storia aiutino a orientare le scelte di ogni giorno".

Padre e anima della Fondazione Exodus

Nato a Verona nel 1929, aveva dedicato la sua vita ai giovani in difficoltà, alle famiglie in crisi e a chi cercava una possibilità di riscatto dopo la dipendenza, il carcere o l’emarginazione. Dopo gli studi in Psicologia e Psicopedagogia, e le prime esperienze – a metà degli anni Settanta – nell’ambito del recupero dei giovani dall’emarginazione sociale in Veneto, il suo arrivo a Milano a fine anni Settanta.

Dal 1979 diventa direttore dell'Opera don Calabria di Milano in via Pusiano, a ridosso del Parco Lambro. La gravità evidente del fenomeno della tossicodipendenza lo spinge all'ideazione del Progetto Exodus e alla fondazione della Comunità Exodus, che nasce nel 1980 per il recupero di ragazzi tossicodipendenti. Nel 1984 ottiene dal Comune la Cascina "Molino Torrette", che diventerà la sede madre della Comunità e dei Progetti Exodus. Da lì partiranno anche varie altre attività dirette al territorio milanese. Il suo nome resterà sempre legato a battaglie culturali e sociali, alla denuncia delle marginalità e alla difesa della dignità dei più deboli.

Nel corso della sua lunga attività, aveva ricevuto numerosi riconoscimenti per il suo impegno civile e religioso, restando fino agli ultimi anni un punto di riferimento nel dibattito pubblico e nel mondo del terzo settore. Giornalista professionista ha coltivato tantissime collaborazioni con quotidiani e riviste nazionali diventando anche un volto noto della televisione.