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Donna trovata morta nel letto contenitore, in avanzato stato di decomposizione: l'ex marito è indagato

July 24, 2026

C'è un indagato per la morte di Daniela Florea, la donna di 35 anni di origini romene trovata in un appartamento di via Giovanni Paisiello, nel quartiere Barriera di Milano, a Torino, nella tarda serata di lunedì 20 luglio. Si tratta di Daniel Trandafir, idraulico 45enne ex compagno della donna, anche lui di origine romena, per il quale le accuse al momento sono di omicidio volontario e occultamento di cadavere. I due hanno un figlio di 6 anni. L'uomo indagato è stato ascoltato a lungo dagli investigatori della squadra mobile, coordinati dalla Procura di Torino, ma nei suoi confronti non è stato disposto alcun provvedimento di fermo. Almeno per ora.

L'allarme dei vicini

Il corpo della donna era all'interno del vano contenitore del letto, avvolto in un lenzuolo bianco, e in avanzato stato di decomposizione. In un appartamento trovato in perfetto ordine. Dopo il ritrovamento del corpo sono state sentite diverse persone vicine alla donna, tra cui l'ex compagno. Nella giornata di giovedì 23 luglio è stata eseguita l'autopsia sul corpo di Daniela Florea, ma la Procura fa sapere che è ancora presto per conoscere gli esiti dell'esame autoptico. Le indagini proseguono nel massimo riserbo, coordinate dalla pubblico ministero Delia Boschetto.

Lo stabile dove è stata trovata morta Daniela Florea

Florea è stata ritrovata morta lunedì sera, quando alcuni vicini hanno segnalato un forte odore proveniente dall'appartamento. A insospettire era stato anche il fatto che la donna, impiegata per un'impresa di pulizie in servizio in una struttura sanitaria, da giorni non si presentasse più al lavoro: anche da lì era partita una segnalazione alle forze dell'ordine. Sul posto sono intervenuti gli agenti delle volanti, la polizia scientifica e gli investigatori della squadra mobile.

Si vedevano spesso

Nel caso le indagini dovessero dare riscontri sulla responsabilità dell'ex marito, l'ipotesi di reato verrebbe modificata da omicidio a femminicidio, che prevede tutta una serie di aggravanti. Secondo quanto riferito dai residenti, la vittima e l'ex marito si vedevano spesso per trascorrere del tempo con il figlio di 6 anni, trovato con il papà e attualmente affidato a una comunità. L'uomo non abitava nell'alloggio dove Florea si era trasferita dopo la separazione, ma frequentava la casa per stare con il bambino.

La porta di casa della vittima

Dai rilievi eseguiti nell'appartamento non sono emersi segni di effrazione sulla serratura della porta e l'abitazione si presentava in ordine, elementi che portano gli investigatori a escludere un furto o una rapina finiti male e ad ipotizzare che l'aggressore conoscesse la donna. Restano da chiarire le ragioni del ritardo nel ritrovamento del cadavere, scoperto dopo diversi giorni per l'allarme lanciato dai vicini e da un cugino della vittima, oltre alla scomparsa dal luogo dei fatti del piccolo cane bianco da cui la donna non si separava mai.