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Dopo il caos al San Raffaele a Sant’Ambrogio arriva la relazione degli ispettori: “Quella Coop è stata ingaggiata senza l’ok del direttore sanitario”

July 28, 2026
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Dopo il caos al San Raffaele a Sant’Ambrogio arriva la relazione degli ispettori: “Quella Coop è stata ingaggiata senza l’ok del direttore sanitario”

La relazione degli ispettori del Ministero della Salute sul tavolo del pm Filippini. L’ex amministratore Francesco Galli è indagato per l’appalto ad Auxilium: “Mancavano infermieri ma pure formazione per il personale al debutto”

Il reparto Iceberg, dove si sono vissute 48 ore di caos la notte di Sant'Ambrogio

Il reparto Iceberg, dove si sono vissute 48 ore di caos la notte di Sant'Ambrogio

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Milano, 28 luglio 2026 – La “dotazione infermieristica” insufficiente da mesi, ma anche la mancanza di concrete azioni preventive per rimediare e la formazione non adeguata del personale – infermieri e Oss della cooperativa Auxilium Care Scarl – che con il turno di notte del 5 dicembre 2025, proprio a cavallo del ponte di Sant’Ambrogio, debuttava nella gestione dell’assistenza ai pazienti della sanità pubblica in tre reparti al terzo piano dell’Iceberg dell’ospedale San Raffaele: Degenza 1 - Cure avanzate, Degenza 2 - Alta intensità e Admission room, tutti collegati al pronto soccorso. Generando il caos descritto nelle mail interne dai dipendenti dell’Irccs di via Olgettina, chiamati a rimediare in corsa: dall’infermiere incapace di attaccare una maschera per la Niv (Ventilazione non invasiva) alla collega che somministra in un’ora il dosaggio di un antiaritmico da dilazionare in dieci e poi abbandona la nave. 

Le dimissioni di Galli 

Un carteggio che non era poi confluito in un esposto dei sindacati, annunciato ma non depositato in Procura, ma che oltre a esser diffuso sulla stampa era arrivato alle autorità deputate ai controlli sull’ospedale del Gruppo San Donato, privato accreditato che lavora per il Servizio sanitario nazionale: la Regione Lombardia, l’Ats Metropolitana e il Ministero della Salute. E adesso sul tavolo del pm di Milano Paolo Filippini è arrivata la relazione degli ispettori del ministero, che si erano presentati al San Raffaele dopo i tecnici dell’Ats e i carabinieri del Nas. Filippini è il titolare di un fascicolo in cui risulta indagato Francesco Galli, l’ex amministratore unico cui i fatti di Sant’Ambrogio sono costati la poltrona dopo soli sei mesi (si dimise quando il cda aveva già votato la sua revoca). 

L’accusa 

L’accusa contestata al manager è una violazione della legge su appalti e subappalti: era stato lui a stipulare a novembre 2025 (“dopo aver valutato più offerte e scelto la più bassa”, sottolinearono i tecnici dell’Ats Metropolitana) la convenzione con la coop che fa capo alla galassia Auxilium fondata dall’imprenditore e politico lucano Angelo Chiorazzo, per tamponare un’emorragia che durante la gestione Galli aveva visto dimettersi solo dall’Iceberg una ventina di infermieri. Nelle cinque pagine redatte dai tecnici del ministero a seguito dell’ispezione del 28 e 29 gennaio si evidenzia anche che il manager non avesse condiviso con il direttore sanitario Roberts Mazzuconi la decisione di ricorrere a una cooperativa per un servizio che richiedeva personale altamente qualificato. 

Gli errori e l’allarme 

La relazione degli ispettori, che come sempre in ambito sanitario indica anche le misure da adottare per risolvere le criticità, ora sarà valutata in vista delle prossime mosse del pubblico ministero, che potrebbe chiedere l’archiviazione dell’inchiesta: sul fronte penale è l’ipotesi più probabile, anche perché, nonostante gli errori e l’allarme di quelle 48 ore, i dipendenti del San Raffaele tamponarono l’emergenza evitando vittime. Sul fronte amministrativo, l’indagine dell’Ats si è già conclusa con la contestazione al San Raffaele del mancato mantenimento di sei “requisiti minimi organizzativi” circa l’inserimento di nuovo personale, i protocolli relativi, la sua informazione su regolamenti interni e linee guida, documenti e protocolli sulle modalità di compilazione, archiviazione e conservazione di documenti sull’attività sanitaria e cartella clinica, oltre a un mancato rispetto del minutaggio minimo di assistenza infermieristica di 120 minuti/paziente al giorno in quattro giornate a campione tra il 30 novembre e il 5 dicembre. 

La multa da seimila euro 

Il 21 gennaio al San Raffaele è stata comminata una sanzione da seimila a sessantamila euro, che a norma di legge ha potuto essere pagata in forma ridotta: 12.036,3 euro incluse le spese di notifica. Era la massima applicabile, ha confermato al Pirellone l’assessore al Welfare Guido Bertolaso, ed era “inappropriata”, ha aggiunto, spiegando che i suoi uffici lavorano a un inasprimento “per le violazioni con ricadute dirette sui cittadini”.

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