TRIESTE. La sezione di Trieste dell'associazione ambientalista Legambiente ha raccolto la segnalazione pervenuta da alcuni cittadini che denuncia la decisione da parte della Protezione civile di abbattere il grande albero che svetta sulla sommità del terrapieno di via dello Scoglio, il cui muro di contenimento è crollato sulla sottostante via Giulia a seguito del violento temporale avvenuto il 26 luglio scorso (Qui articolo).
“Abbiamo mandato una richiesta di conferma agli uffici competenti del comune e alla Protezione civile – spiega a Il Dolomiti Renato Larosa, vicepresidente del circolo Legambiente di Trieste -, basata sulla segnalazione di alcuni residenti su un possibile abbattimento della pianta, secondo la quale il taglio dell'albero dovrebbe avvenire nella mattina di martedì 4 agosto. Abbiamo fatto presente che in assenza di elementi concreti che evidenzino fattori di rischio, questo atto costituirebbe una violazione del regolamento comunale del verde che tutela gli alberi di pregio per dimensioni, nonché di quello Europeo. Attualmente non abbiamo ancora ricevuto risposta, ma sappiamo che se dovesse verificarsi ciò arrecherebbe molto dispiacere ai cittadini, si tratta di un grande gelso di diverse decine di anni”.
L'albero in questione è effettivamente uno degli elementi più caratteristici e riconoscibili del paesaggio di questo scorcio di città, e la sua rimozione sarebbe da ricondurre a ragioni di sicurezza in ragione del recente crollo del muro, dove la pianta potrebbe aver giocato un ruolo.

Ma secondo Legambiente non sarebbero state effettuate verifiche sufficienti per decretarne l'abbattimento.
“Personalmente non riesco a immaginare il motivo per cui avrebbero deciso di tagliare il gelso – aggiunge Larosa -. Secondo il regolamento quello corrisponde ad un albero di pregio. Inoltre in genere gli alberi sui versanti dei colli contribuiscono a rapprendere il terreno e non a farlo franare, e da quanto mi hanno detto le radici non arrivano neanche nel punto in cui c'è stato il crollo. Tante volte capita, in generale, che vengano tagliati degli alberi in via preventiva solo perché si trovano in corrispondenza di un punto critico ma senza neanche conoscere esattamente la realtà”.
A seguito della firma avvenuta nei giorni scorsi del sindaco di Trieste Roberto Dipiazza sulla richiesta di finanziamento di un milione di euro alla regione per i lavori di ripristino tra via Giulia e via dello Scoglio, le ruspe sono già all'opera in queste ore per rimuovere i detriti dal marciapiede e dal manto stradale.

Ma il destino del grande albero appare attualmente appeso a un filo, e la questione tiene banco anche nelle aule della politica, dove all'opposizione regionale la consigliera Giulia Massolino, della lista civica Patto per L'Autonomia, ha rimarcato l'importanza del gelso quale unica oasi di verde di quel tratto di strada, che con la sua ombra crea una zona di riparo che si proietta lungo via Giulia.
“Non mettiamo in discussione la necessità di intervenire per mettere in sicurezza l'area interessata dal crollo del muro di contenimento tra via Giulia e via dello Scoglio – dichiara Massolino -, ma gli alberi maturi non sono semplici elementi di arredo urbano, piuttosto vere e proprie infrastrutture verdi. Mitigano le isole di calore, assorbono parte delle acque meteoriche, migliorano la qualità dell'aria e contribuiscono alla resilienza delle città di fronte agli effetti della crisi climatica, e aiutano a gestire proprio le frane. La loro rimozione deve rappresentare sempre l'ultima opzione possibile. Dalle informazioni raccolte finora - prosegue la consigliera - emergono alcuni elementi che meritano di essere chiariti. Il gelso cresce su un terrapieno bastionato, il tronco dista circa 70 centimetri dal muro di via Giulia e circa un metro e mezzo da quello di via dello Scoglio, entrambi apparentemente rimasti integri dopo il crollo, che ha invece interessato un tratto di muro posto a circa tre-quattro metri dall'albero. Inoltre, a seguito della frana non sembrano essere visibili apparati radicali”.
Il grande gelso, infine, cresce partendo da uno spiazzo di pertinenza a un'abitazione di proprietà del comune e cinto da vecchie mura in arenaria, supera in altezza via dello Scoglio e si distende nella parte più alta sopra a via Giulia. Bisogna ricordare che, da norma, questo genere di interventi viene motivato da una ragione precisa e corrisposto ad un'autorizzazione da parte del comune. La speranza dei residenti rimane quindi legata alla possibilità che il vecchio gelso, alla fine, venga risparmiato.