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Dormire sette ore a notte e alimentazione adeguata: i consigli di longevità del professor Garattini

September 17, 2026

Dimenticate il superfood del momento, l’integratore miracoloso o la bevanda fermentata che promette l’eterna giovinezza. La longevità non si compra al supermercato e non si nasconde in un singolo alimento. A dirlo, senza giri di parole, è il professor Silvio Garattini, intervenuto in collegamento con La volta buona per smontare alcune delle credenze più diffuse sulla longevità e indicare quali sono davvero i pilastri di una vita lunga e in salute.

La premessa è chiara: non esiste una bacchetta magica alimentare. Il kefir, ad esempio, è diventato negli ultimi anni una sorta di simbolo del benessere, un prodotto a cui vengono attribuite proprietà quasi taumaturgiche. Ma secondo Garattini, questa bevanda fermentata può avere una sua utilità come stimolante e lassativo, nulla di più. Non ha nulla a che fare con la longevità. Il punto, ha spiegato il professore, è che ci sono decine di fattori che devono essere presi in considerazione, non è con un alimento specifico che si ottiene la longevità. Sono solo dei rimedi che si possono utilizzare.

Il messaggio è netto e va controcorrente rispetto a molte narrazioni che popolano i social e le riviste di benessere: non bisogna fissarsi su alcuni alimenti, quanto sulla quantità. Non è questione di cosa mangi, ma di quanto ne mangi e di come equilibri l’intera alimentazione. Una prospettiva che libera dalle mode passeggere e riporta il discorso sulla longevità a una dimensione più complessa e realistica.

Se il cibo non è l’unico protagonista, cosa conta davvero? Garattini ha individuato alcuni elementi fondamentali, e il primo è il sonno. Dormire almeno sette-otto ore per notte non è un optional, ma una necessità fisiologica. Durante la notte, l’organismo elimina le scorie accumulate durante il giorno. Se il riposo manca, queste sostanze si accumulano e possono influire negativamente sul funzionamento del cervello. Non si tratta solo di sentirsi riposati, ma di garantire al corpo il tempo necessario per compiere processi di pulizia e rigenerazione indispensabili.

Un altro aspetto cruciale è mantenere il cervello attivo. Bisogna non fermarsi, ha sottolineato Garattini: se ci si ferma, diminuisce l’attività cognitiva. Non parliamo necessariamente di risolvere complessi rompicapi matematici o imparare una nuova lingua ogni anno, ma di stimolare costantemente la mente, leggere, informarsi, dialogare, imparare. La sedentarietà cognitiva è insidiosa quanto quella fisica, e il cervello, come un muscolo, ha bisogno di esercizio costante per rimanere tonico ed efficiente.

Strettamente legato a questo punto c’è il tema dei rapporti sociali. Garattini ha ribadito l’importanza di non trascurarli: l’isolamento, la mancanza di confronto e dialogo, indeboliscono la mente e il corpo. Gli esseri umani sono animali sociali, e questa dimensione relazionale non è un vezzo, ma una componente essenziale del benessere psicofisico. Mantenere una rete di relazioni, coltivare amicizie, partecipare alla vita della comunità: tutto questo contribuisce a una vita più lunga e di qualità.

E poi c’è il telefono. Un tema apparentemente banale, ma che Garattini ha voluto affrontare con decisione. Guardare lo smartphone appena ci si alza e prima di andare a dormire è un’abitudine diffusissima, ma controproducente. L’esposizione continua a nuovi stimoli interferisce con la concentrazione e impedisce al cervello di entrare in uno stato di calma necessario per un buon riposo o per affrontare la giornata con lucidità. La dipendenza dallo schermo, insomma, non è solo una questione di tempo perso, ma di salute cognitiva.

Anche sul fronte dell’idratazione, il professore ha invitato alla moderazione. Bere acqua fa benissimo, questo è fuori discussione, ma senza esagerare. Assumere circa tre litri al giorno vuol dire far lavorare troppo i reni. La quantità consigliata si aggira intorno a uno-un litro e mezzo al giorno, sufficiente per mantenere l’organismo idratato senza sovraccaricare gli organi deputati alla filtrazione.

Quello che emerge dalle parole di Garattini è un quadro lontano dalle semplificazioni e dalle soluzioni facili. La longevità non si conquista con un prodotto, ma con uno stile di vita equilibrato, fatto di attenzioni quotidiane, di costanza, di relazioni, di sonno, di attività mentale. Non ci sono scorciatoie, ma una strada fatta di scelte consapevoli, ripetute nel tempo. E forse è proprio questa la vera rivelazione: vivere a lungo e bene è soprattutto una questione di metodo, non di magia.