Una filiera organizzata nei dettagli, con ruoli ben definiti e nascondigli di fortuna ricavati negli arredi urbani del quartiere. Le attività di contrasto allo spaccio nella zona del Quarticciolo hanno tratteggiato l'evoluzione delle dinamiche di vendita al dettaglio della droga, tra vedette, staffette veloci e depositi a cielo aperto lungo le vie principali.
Monopattini e nascondigli
Il sistema si muove su più livelli. In viale Palmiro Togliatti, la consegna dello stupefacente avviene tramite staffette su monopattino elettrico, che recapitano le dosi direttamente al pusher incaricato della vendita al dettaglio. Un passaggio di consegne rapido, pensato per ridurre al minimo i tempi di stazionamento con la sostanza addosso.
Una volta ricevuta la merce, i venditori utilizzano elementi d'arredo urbano del territorio come depositi temporanei per nascondere le dosi residue ed evitare sequestri ingenti in caso di controlli. Un ventiseienne di origini egiziane è stato bloccato dopo aver nascosto involucri di cocaina all'interno di una pedana lungo viale Palmiro Togliatti. Un'altra porzione di merce, circa quaranta involucri di cocaina, è stata individuata all'interno di una siepe usata come deposito occulto da cui prelevare le dosi all'occorrenza.
L'accumulo più consistente è stato rintracciato nei pressi di un cassonetto dell'immondizia, trasformato da un ventinovenne tunisino in una vera e propria cassaforte dello spaccio. All'interno erano stoccati oltre duecento involucri già confezionati tra cocaina e crack, prelevati di volta in volta in base alle richieste degli acquirenti.
La rete delle vedette e i tentativi di fuga
A protezione della piazza di spaccio opera una rete capillare di vedette, posizionate per segnalare l'ingresso di veicoli o personale sospetto nel quartiere. In un caso all'allarme lanciato dalle vedette sono seguiti diversi tentativi di allontanamento rapido da parte dei pusher. Un quarantatreenne tunisino e un ventunenne marocchino hanno tentato la fuga a piedi per le vie limitrofe, cercando di liberarsi dello stupefacente durante la corsa e ingaggiando una colluttazione prima di essere fermati.
Analoghi tentativi di disperdere le dosi prima del blocco si sono verificati nei pressi dei punti di stoccaggio dell'immondizia. Gli interventi si sono conclusi con l'arresto dei pusher coinvolti per detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio e il sequestro dell'intero quantitativo di droga individuato nei diversi nascondigli.