Prima o poi dovere succedere. La cavalcata trionfale delle azzurre del volley si è fermata, ancora una volta contro il Brasile: già lo scorso giugno, le verdeoro avevano fermato a 39 le vittorie consecutive dell'Italia; adesso hanno impedito alle campionesse olimpiche e del mondo di portare a casa il quinto trofeo di fila, completando la scalata alla terza Nations League consecutiva
. Nella semifinale a Macao, infatti, le brasiliane si sono imposte per 3-2 (21-25, 25-21, 26-24, 22-25, 15-12) in un match spigoloso ed intensissimo che ha visto Egonu e compagne disputare un buon primo set per poi cedere i successivi due, conquistare il quarto e arrendersi solo nel finale del tie break. Domani all'East Asian Games Dome l'Italia punterà a battere la squadra di casa della Cina per conquistare la medaglia di bronzo, mentre la finale sarà Brasile-Turchia. Velasco non ha cercato scuse per la sconfitta, affermando che "le brasiliane sono state più brave, mentre noi non abbiamo fatto una buona partita, soprattutto in difesa e contrattacco".
Per il tecnico argentino, la nazionale ha messo in campo "sicuramente grinta ma forse c'è stata poca lucidità per risolvere certe situazioni tecniche. Non è un luogo comune affermare che certe sconfitte insegnano più di una vittoria perché ritengo che prima o poi ci saremmo ritrovati in questa situazione - ha aggiunto -. Adesso bisogna saper reagire e giocare una buona partita domani perché alcune cose le possiamo migliorare nell'immediato mentre su altre bisogna lavorare ancora in ottica futura. Detto questo, servirà una partita molto più precisa rispetto a quella giocata oggi". Contro quella che può essere considerata la bestia nera dell'Italia - furono le sempre le verdeoro, nel giugno 2024, a infliggere l'ultima sconfitta alle italiane prima dell'inizio di tutto -, il ct non ha fatto esperimenti, con Orro, Antropova, Sylla, Nervini, Fahr, Danesi e Fersino. Tutte hanno messo molto impegno, ma la giornata non è stata facile per le opposte, Antropova (8 punti) e anche Egonu (16) entrata in seguito, perché il Brasile ha preso subito le misure nei loro confronti. La miglior marcatrice dell'Italia insieme con Egonu è stata Nervini (16), ma ha fatto il suo anche Sylla (13).
Dall'altra parte, però, hanno fatto tanti danni Ana Cristina (23 punti), Rosamaria e Julia Bergmann (15 ciascuna). Il terzetto brasiliano ha accelerato nel tie break, portando le sudamericane sull'8 a 4, ma le azzurre sono riuscite a recuperare fino all'11 pari. Nel momento chiave, Rosamaria e Ana Cristina hanno dato la svolta alla semifinale e il muro verdeoro su Nervini l'ha chiusa definitivamente. L'Italia ha alzato così bandiera bianca in un grande torneo dopo tre anni di successi ma Anna Danesi vede il bicchiere mezzo pieno: "Siamo rimaste nel match pur non essendo al nostro meglio, era facile mollare ma non lo abbiamo fatto contro avversarie che hanno giocato meglio di noi. Adesso resettiamo, perché domano vogliano salire sul podio per metterci al collo la medaglia di bronzo".
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