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Drone proveniente dalla Romania esplode vicino a gasdotto bulgaro, cosa sta succedendo

August 8, 2026

Un drone proveniente dalla Romania ha causato in queste ore un'esplosione vicino a un gasdotto nel territorio della vicina Bulgaria. Lo ha denunciato il primo ministro bulgaro, senza fornire al momento indicazione su a chi il drone possa appartenere.

L'esplosione

L'esplosione è avvenuta a poca distanza da un tratto del Trans-Balkan, gasdotto che unisce la Turchia all'Ucraina e alla Bulgaria, ha detto il capo del governo di Sofia in un video diffuso sui suoi profili social. «Il drone è esploso nelle immediate vicinanze del passaggio di confine con la Romania di Kardam», presso il Mar Nero, ha aggiunto il premier bulgaro. Per poi precisare che il tutto si è verificato a non più di un chilometro dalla «stazione di compressione del Trans-Balkan». «Non ci sono state vittime», ha comunque sottolineato Radev.

Le indagini

Gli specialisti bulgari dell'esercito, della polizia e della guardia di frontiera «sono al lavoro per determinare il tipo di drone» che nelle scorse ore è esploso vicino al confine con la Romania, presso il Mar Nero, a poca distanza di una stazione di compressione del gasdotto turco-ucraino-romeno-bulgaro Trans-Balkan. Lo ha detto il premier della Bulgaria, Rumen Radev, dopo aver reso noto l'episodio durante una riunione d'emergenza del Consiglio di Sicurezza Nazionale convocata ad hoc già conclusasi a Sofia, come riporta l'agenzia locale Bgnes. «Non ci sono state vittime, né danni agli edifici circostanti», ha confermato Radev, sottolineando che la deflagrazione è avvenuta vicinissimo al confine: appena 100 metri entro il territorio della Bulgaria.

Il primo ministro ha affermato che «il suono del drone è stato rilevato dalla polizia di frontiera romena», subito prima del boato dello scoppio. Mentre non vi sono stati, a detta di Radev, preavvisi da parte delle strutture di monitoraggio della Nato. L'area in cui sono caduti i detriti è stata intanto cordonata. Fonti bulgare hanno precisato a margine della riunione di Sofia che l'episodio sarà approfondito e discusso anche in sede Nato nel prossimo meeting del Consiglio del Nord Atlantico, al pari di incidenti analoghi recenti denunciati da Paesi quali Romania o Polonia: in alcuni casi con sospetti indirizzati apertamente verso la Russia in guerra con l'Ucraina.

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