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"È l'ultimo ghiacciaio delle Alpi che resiste a 1.900 metri". Al via

August 25, 2026

UDINE. Torna in Friuli Venezia Giulia la “Carovana dei Ghiacciai”, la campagna promossa da Legambiente assieme alla Commissione internazionale per la protezione delle Alpi Italia (Cipra), con il supporto della Fondazione Glaciologica Italiana che per tre giorni, dal 27 al 29 agosto porterà esperti e appassionati in una serie di iniziative legate all'osservazione degli ambienti glaciali e alpini, tra la Val Canale, il gruppo del Montasio e Udine. 

Il momento culminante sarà rappresentato da una nuova fase di studio del ghiacciaio occidentale del Montasio, l'unico ancora esistente in Friuli Venezia Giulia, come evidenzia per Il Dolomiti Sandro Cargnelutti, presidente regionale di Legambiente.

“Questa iniziativa scientifica è nata diversi anni fa – racconta Cargnelutti -, l'obbiettivo era da subito fare un focus sui ghiacciai che sono il termometro più sensibile della crisi climatica. In regione abbiamo un unico ghiacciaio montano rimasto, quello del Montasio, perché quello del Canin è ormai un glacionevato fisso che quindi non presenta più le caratteristiche tipiche dei ghiacciai, come ad esempio il movimento o la presenza di seracchi. Il ghiacciaio del Montasio occidentale si mantiene invece incavato verso nord, risultando per questo meno irradiato dal sole, ed sottoposto a pressioni valanghive durante l'inverno. Si tratta inoltre del ghiacciaio più basso delle Alpi, arrivando ad appena 1.900 metri, una quota oggi rarissima in cui poter osservare questi ambienti”.

L'occasione di osservare scientificamente un ghiacciaio così peculiare come quello del Montasio acquisisce oggi un'importanza ancora maggiore: è infatti necessario raccogliere più dati possibili sulla sua presenza, sugli spostamenti e sugli effetti della sua inesorabile ritirata prima che sparisca del tutto e che questi studi non possano più essere effettuati.

“Le osservazioni verranno condotte dagli specialisti del Comitato glaciologico italiano – spiega il presidente regionale di Legambiente -, e verteranno sull'analisi dei cambiamenti dell'ambiente in presenza o meno del ghiacciaio, rilevando come la biodiversità si adatti alla sua sparizione e quali sono i rischi connessi allo scioglimento. Purtroppo sotto i tremila metri e poco più il destino di tutti i ghiacciai sembra segnato, ma questi studi sono fondamentali perché è importante sottolineare come la sparizione dei ghiacciai è l'anticamera della scomparsa dei laghi. I laghi della nostra regione di origine glaciale, come quelli di Fusine o il lago del Predil vedono il costante abbassamento del livello dell'acqua perché non hanno più delle fonti, com'erano un tempo i ghiacciai, in grado di rifornirli, a parte la pioggia, che però da sola non può assolvere per intero a questo”.

Ecco quindi che i periodi di siccità fortemente marcata come quest'estate si rivelano particolarmente problematici e premonitori di una situazione che, partendo dalle montagne, potrebbe in futuro interessare con sempre maggiore frequenza anche le valli e le pianure.

Il primo incontro è fissato nel Palazzo Veneziano di Malborghetto alle 20.30 di giovedì 27 agosto, dove verrà proiettato il docu-film “L'unico superstite”, legato appunto al Montasio e patrocinato dalla Comunità di Montagna Canal del Ferro e Val Canale. Venerdì 28 agosto l'appuntamento si sposterà in quota, con il ritrovo alle 9 al rifugio Grego per l'escursione e le attività di monitoraggio sul ghiacciaio, mentre sabato 29 alle 11, a Udine, verrà presentato il bilancio della tappa e delle osservazioni effettuate.