Non sono molte le persone che conoscono Antemio, l'ultimo sovrano dell’Impero romano d’Occidente a tentare concretamente di arrestarne il declino e di difenderne il territorio dalle scorribande delle popolazione barbariche, ormai insidiatisi nel cuore dell'Europa e della stessa penisola italiana.
Egli rappresentò tuttavia il più ambizioso tentativo di Costantinopoli di restaurare l’autorità romana in Occidente, ormai indebolita da continue invasioni e lotte interne.
Salito al trono nel 467 d. C. grazie al sostegno dell’imperatore d’Oriente Leone I, all'epoca era considerato uno dei migliori generali viventi e la sua figura univa prestigio militare, esperienza politica e nobili origini, qualità che sembravano renderlo il candidato ideale per guidare un impero ormai vicino al collasso.
Antemio e la missione impossibile in Occidente
Quando Antemio fu inviato da Costantinopoli in Italia, la sua missione d'altronde aveva il sapore dell'impossibile. Solo un generale capace come lui avrebbe saputo riconquistare in teoria i territori persi e resistere di fronte all'avanzata dei barbari.
La sfida più difficile che dovette affrontare però Antemio appena sbarcato in Occidente fu l'ostilità dello stesso esercito romano, per buona parte ormai composto da soldati di origine germanica e barbara. Egli infatti non riuscì a farsi accettare dagli uomini che avrebbe in teoria dovuto comandare ed essendo stato addestrato dall'imperatore d'Oriente per "riconoscere ed epurare" i barbari presenti in Occidente, il suo scopo sembrò quasi sfidare una realtà ormai consolidata.
La guerra contro i Vandali e il crollo del progetto romano
A peggiorare la situazione ci fu anche la guerra contro i Vandali di Genserico, padroni dell'Africa romana e del Mediterraneo occidentale. La perdita delle province africane aveva infatti privato la penisola italiana delle fondamentali forniture di grano da diversi anni. Per riconquistarle venne quindi organizzata nel 468 una gigantesca spedizione militare con il sostegno dell'Impero d'Oriente.
Sfortunatamente l'impresa si trasformò in una catastrofe. Grazie a una brillante strategia e all'impiego di navi incendiarie, i Vandali riuscirono infatti a distruggere gran parte della flotta romana, prima ancora che arrivassero sulle coste dell'attuale Libia.
Il fallimento costò migliaia di vite, prosciugò le casse imperiali, dimostrò che Antemio era incapace di sfidare i barbari in mare e spense definitivamente le speranze di restaurare il dominio romano sull'Africa.
Ricimero, l'assedio di Roma e la fine di Antemio
La sconfitta segnò anche l'inizio della rovina personale dell'imperatore. Sebbene fosse stato eletto da pochi anni e a corte ci fossero ancora dei suoi sostenitori, il suo prestigio crollò velocemente con la perdita della flotta. Infine, il peggioramento dei rapporti con Ricimero, il potente generale germanico che inizialmente aveva sostenuto la sua elezione, segnò la sua fine.
Ricimero intendeva infatti continuare a controllare il trono imperiale d'Occidente attraverso sovrani deboli e dipendenti dalle sue scelte politiche. Antemio, per quanto sconfitto, reputava però di dover comandare direttamente le truppe e di gestire il suo regno come un sovrano assoluto, in maniera simile a quanto fatto dai grandi imperatori dei secoli passati.
Fu così che nel 472 Ricimero dichiarò guerra al proprio sovrano, accusandolo di inadeguatezza, e pose Roma sotto assedio.
Per diversi mesi la città fu devastata dagli scontri, mentre Antemio tentava disperatamente di resistere e di richiedere aiuto a Costantinopoli. Rimasto però senza alleati e abbandonato da gran parte dei suoi sostenitori, cercò di nascondere la sua identità e di rifugiarsi in una chiesa.
Ciò non lo salvò. Egli venne scoperto, catturato e ucciso per ordine dello stesso Ricimero e la sua scomparsa rappresentò il tragico epilogo dell'ultimo autentico tentativo di salvare l'Impero romano d'Occidente.
Solo quattro anni dopo, nel 476, infatti, la deposizione di Romolo Augusto avrebbe sancito la fine dell'Impero romano d'Occidente. Antemio rimane così nella storia come l'imperatore chiamato a compiere una missione impossibile, sconfitto dalla guerra, vittima del tradimento e destinato a una fine violenta mentre cercava di difendere un impero ormai in disfacimento.
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