L’obiettivo è chiaro: recuperare terreno sull’intelligenza artificiale e rendere l’assistente dell’iPhone più utile nella vita di tutti i giorni. Il debutto pubblico è atteso in autunno, insieme all’aggiornamento. La prova mostra già funzioni più solide: risposte dal web, lettura delle immagini dalla fotocamera, accesso ai dati personali e scrittura automatica dei messaggi. Ma non tutto funziona ancora come dovrebbe. E per l’Europa resta un punto interrogativo.
La novità più evidente di Siri AI in iOS 27 è che ora l’assistente prova davvero a rispondere alle domande, senza rifugiarsi nel vecchio “puoi cercarlo sul tuo iPhone”. Siri può cercare informazioni online, capire meglio la richiesta e, se qualcosa non torna, chiedere spiegazioni. A una domanda sui coprimaterassi rigidi, per esempio, ha chiesto se l’utente intendesse “più rigido” o “più caldo”. Un dettaglio piccolo, ma significativo.
Durante la prova, Siri AI ha suggerito serie tv dopo la fine di “Widow’s Bay”, ha risposto a una domanda su una nuova malattia gastrica legata alla lattuga e ha dato una mano con un enigma di “Talos Principle 2”. Ha fornito anche curiosità generali: il più piccolo mammifero volante, cioè il pipistrello calabrone, e la rotta commerciale di linea più breve, tra due isole scozzesi, con un volo sotto il minuto. Rispetto alla vecchia Siri, il passo avanti si vede. Il confronto con Gemini su Android, però, resta inevitabile.
Visual Intelligence: razze, piante, cibo e scontrini riconosciuti dalla fotocamera
La parte più concreta passa dalla fotocamera. Con Visual Intelligence, l’utente può puntare l’iPhone verso un oggetto, un animale, un alimento o uno scontrino e chiedere a Siri AI che cosa sta guardando. Nel test, l’assistente ha identificato un cane meticcio come possibile Mountain Cur, razza che la giornalista Amy Skorheim ha poi confrontato con l’aspetto e il comportamento dell’animale adottato. “Non avevo mai sentito quel nome”, ha raccontato. Nei documenti del rifugio, il cane era indicato solo come “cane, tigrato”.
La stessa funzione ha riconosciuto macramè, alberi, un’anatra selvatica e una tartaruga vicino a uno stagno. Puntata su un vecchio gioco per cani ormai rovinato, Siri AI ha indicato anche dove comprarne uno simile. C’è poi la funzione per dividere il conto: si fotografa lo scontrino del ristorante, il sistema somma le voci e permette di inviare la propria quota tramite Apple Pay. Sul cibo, invece, l’assistente dà un giudizio nutrizionale da “molto basso” a “molto alto”: noodles da asporto bocciati, riso surgelato nella media, mandarino promosso. Utile, sì. Anche se per ora le informazioni restano essenziali.
Calendario, Messaggi, Foto e Musica: Siri entra nei dati personali dell’iPhone
Il passaggio più delicato riguarda i dati salvati sull’iPhone. La nuova Siri AI può leggere gli appuntamenti nel Calendario, recuperare informazioni dalle conversazioni in Messaggi, cercare immagini in Foto e intervenire sulle playlist di Apple Music. Alla domanda su quando fosse fissata una visita dal dentista per il figlio, l’assistente ha risposto con data, ora e indirizzo presi dal Calendario. Dopo uno scambio di messaggi con il padre per organizzare un pranzo, ha riassunto luogo e orario dell’incontro.
Cambia anche il modo di usare i messaggi. Non serve più dettare tutto parola per parola: basta dire “scrivi ad Hannah e chiedile se vuole cenare la prossima settimana”, e Siri prepara un testo naturale prima dell’invio. La funzione “Write with Siri” compare in Mail, Note, Messaggi e in altri campi di scrittura. Nei test, l’assistente ha aggiunto senza problemi brani anni Ottanta a una playlist per la corsa e ha ritrovato foto del figlio con il gatto di famiglia o immagini di un viaggio in Colorado. Meno precisa, invece, la ricerca dei selfie con cappello: tra i risultati sono finite anche foto senza cappello. Capita.
Limiti della beta: errori, dispositivi sbagliati e rinvio per gli utenti europei
La versione provata è una beta di iOS 27, quindi per Apple Siri AI resta ancora un prodotto in lavorazione. Yahoo Tech segnala pochi blocchi, ma qualche errore c’è: pronunce sbagliate, informazioni non corrette sulle app installate — l’assistente ha detto che Apple TV non era presente sul telefono, anche se c’era — e suggerimenti di ristoranti chiusi nel giorno richiesto. Ogni risposta, inoltre, arriva con l’avviso che si tratta di contenuto generato dall’AI. In un caso, davanti alla domanda se una bacca del giardino fosse commestibile, Siri ha messo le mani avanti: non è un medico.
Resta poi un problema noto a molti utenti Apple: risponde il dispositivo sbagliato. Durante il test, un HomePod mini ha intercettato più volte richieste dirette all’iPhone, acceso e tenuto in mano, rispondendo con frasi come “non posso farlo” o “non capisco”. Apple promette collegamenti futuri con app di terze parti, quando gli sviluppatori avranno adattato il software. Su questo fronte, però, Google Gemini è già avanti da tempo. Per gli utenti dell’Unione europea il lancio non sarà subito: Apple ha spiegato di voler “trovare un percorso” che protegga privacy e sicurezza. Solo dopo Siri AI arriverà anche sugli iPhone europei.