11 agosto 2026, 07:32
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Finalmente, la Juve! Randal Kolo Muani ha portato anche in tournée la sua felicità per essere ritornato alla Juventus: l’ha voluta fortemente, con un attaccamento che mai aveva avuto prima per un club. Sogni bianconeri, trasformati in realtà da una trattativa di mercato che aveva preso ormai le sembianze di una telenovela. Ma il centravanti sapeva che ci sarebbe stato il lieto fine, in questa storia: grazie allo sforzo economico della dirigenza juventina, Randal è diventato il calciatore francese più pagato nella storia bianconera. E dire che di fuoriclasse transalpini, nella storia della Juve, ce ne sono stati parecchi: una grande responsabilità per Kolo che non vede l’ora di ripagare tutta questa fiducia sul campo, con quello che sa fare meglio. Carico a dir poco, si è goduto l’abbraccio prima dei tanti tifosi davanti l’hotel della squadra e poi quello della gente a Casa Juventus, nel centro di Perth. Dopo qualche giorno in tour, ci sono già tante cose da raccontare.
La lunga attesa prima di tornare
Kolo Muani, il suo ritorno alla Juventus è stato una specie di Odissea... Come ha vissuto quest’anno di rincorsa sul mercato da parte del club bianconero?
«Sì, ero al corrente della situazione. Ne parlavo con i miei rappresentanti, con la mia famiglia. Poi ci siamo confrontati bene e abbiamo trovato un accordo. Penso che sia successo molto velocemente. Anche durante il mercato è stato un po’ lungo. Però abbiamo fatto il necessario affinché potessi tornare e sono molto, molto contento e molto, molto orgoglioso di indossare di nuovo questa maglia».
I compagni la aspettavano da un bel po’, ormai… Con chi si è sentito di più in tutti questi mesi?
«Ho avuto un buon rapporto davvero con tutti quando sono venuto qui la prima volta. Penso che i miei compagni mi abbiano accolto molto bene. Questo mi ha permesso di ritrovare il Randal di prima, diciamo... E sono stato molto, molto contento di come mi hanno accolto, che si trattasse di Manuel Locatelli, di Weston McKennie, di Khéphren Thuram o di tutto il resto del gruppo. Penso che ci abbiano davvero accolto molto bene e sono molto, molto contento di giocare con loro e di essere qui».
C’è stato un momento in cui ha capito che, alla fine, si poteva davvero tornare alla Juve?
«Penso che il momento sia stato durante questa trattativa, quest’estate: lì ho capito che sarebbe successo veramente».
Le prime impressioni su Spalletti
Lei non ha mai lavorato con Luciano Spalletti, ma il tecnico l’ha voluta fortemente: quanto è importante questo tipo di fiducia?
«Sinceramente, ero molto, molto contento che l’allenatore mostrasse questo attaccamento, questa voglia che io venissi. Penso di conoscere il suo modo di allenare, so cosa vuole dai suoi attaccanti, dai suoi giocatori, cosa chiede. E penso che per me indossare questa maglia sia semplicemente un onore. Sarò pronto a tutto pur di dare il massimo e mostrare tutte le mie qualità».
Lo stesso Spalletti ha detto di avere un piano per farle segnare tanti gol...
«Sono contento di sentirlo... Se questo è il suo metodo, ben venga! Dopo, sarò pronto ad ascoltare tutto quello che avrà da dirmi, tutti i consigli che avrà da darmi. Penso che darò tutto per lui. Sono molto, molto contento. Se questo è il metodo, sono pronto a dare tutto anche per segnare il maggior numero possibile di gol».
Con Yildiz ha già giocato: l’intesa è pronta?
«È un piacere giocare con lui. Come ho sempre detto, è un giocatore straordinario. Ha delle qualità fuori dal comune. È semplicemente un piacere giocare con lui. Sappiamo molto bene com’è: ci porta verso l’alto. Penso che dobbiamo semplicemente divertirci e adattarci a lui. E penso che sia un giocatore davvero, davvero grande».
Le difficoltà al Tottenham
Al Tottenham, per lei, cosa non ha funzionato?
«Ci sono state diverse cose che non hanno funzionato. Per me, poi, era qualcosa di più personale. Penso che fossi un po’ con la testa altrove: avevo voglia di tornare alla Juventus. Poi è un episodio della carriera di un calciatore: non tutte le stagioni possono essere positive, possiamo dirlo. Per me è stata una annata in cui ho comunque imparato qualcosa: ho avuto degli infortuni, i miei primi infortuni, ma per fortuna sono riuscito a riprendermi da tutto questo. Penso che sia dovuto a tutte queste cose, però ora è un nuovo campionato, è un nuovo capitolo per me. Quindi penso che sia una nuova versione di me, diciamo».
All-in sulla Juve
Perché la Juventus è speciale?
«Per me è speciale. È la Juve. È un club iconico. È un club che si rispetta. È un club che rappresenta dei valori in Italia. E penso che per me sia stato un onore venire qui. Visto che ero già venuto per questi sei mesi, per me era semplicemente la logica continuazione del fatto di proseguire qui una parte della mia carriera».
L’Europa League quanto è importante? Si può vincere?
«È una competizione difficile quanto la Champions League, come tutte le altre competizioni europee. Penso che spetti a noi preparare bene tutto questo. Ci concentreremo sull’affrontare le partite una alla volta, sul concludere questa fase della stagione e poi vedremo per il futuro».
Dalla Nazionale al Kolo extra campo
Non essere convocato al Mondiale è stato doloroso, ma ora la Francia inizia un altro ciclo.
«È un onore che sia stato scelto Zidane, però non dobbiamo dimenticare il lavoro che ha fatto il commissario tecnico Deschamps: è stato lui a darmi la prima fiducia, i miei primi minuti con la maglia della Nazionale francese. E sono molto, molto, molto onorato di aver potuto giocare sotto la sua guida, comunque. Con Zidane vedremo come andrà. Prima di tutto mi concentrerò sulla Juve, cercherò di segnare i miei gol, di fare delle buone prestazioni, di conquistare punti e poi vedremo cosa succederà in seguito».
I suoi idoli?
«Ne ho diversi. C’erano Zidane, Henry, gli attaccanti in generale, Ronaldo. Per me erano soprattutto gli attaccanti, quelli che segnavano i gol, che facevano brillare gli occhi ai bambini».
Cosa fa nel tempo libero?
«Sono spesso con i miei cari, guardo la televisione, guardo delle serie, gioco ai videogiochi. Poi passo del tempo con la famiglia. Mi piace stare a casa, non uscire troppo: penso che sia questa la cosa più importante. Mi piace molto la musica francese e anche la musica americana. Per quanto riguarda i film, invece, preferisco un po’ di più i film d’azione: mi piacciono».
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Finalmente, la Juve! Randal Kolo Muani ha portato anche in tournée la sua felicità per essere ritornato alla Juventus: l’ha voluta fortemente, con un attaccamento che mai aveva avuto prima per un club. Sogni bianconeri, trasformati in realtà da una trattativa di mercato che aveva preso ormai le sembianze di una telenovela. Ma il centravanti sapeva che ci sarebbe stato il lieto fine, in questa storia: grazie allo sforzo economico della dirigenza juventina, Randal è diventato il calciatore francese più pagato nella storia bianconera. E dire che di fuoriclasse transalpini, nella storia della Juve, ce ne sono stati parecchi: una grande responsabilità per Kolo che non vede l’ora di ripagare tutta questa fiducia sul campo, con quello che sa fare meglio. Carico a dir poco, si è goduto l’abbraccio prima dei tanti tifosi davanti l’hotel della squadra e poi quello della gente a Casa Juventus, nel centro di Perth. Dopo qualche giorno in tour, ci sono già tante cose da raccontare.
La lunga attesa prima di tornare
Kolo Muani, il suo ritorno alla Juventus è stato una specie di Odissea... Come ha vissuto quest’anno di rincorsa sul mercato da parte del club bianconero?
«Sì, ero al corrente della situazione. Ne parlavo con i miei rappresentanti, con la mia famiglia. Poi ci siamo confrontati bene e abbiamo trovato un accordo. Penso che sia successo molto velocemente. Anche durante il mercato è stato un po’ lungo. Però abbiamo fatto il necessario affinché potessi tornare e sono molto, molto contento e molto, molto orgoglioso di indossare di nuovo questa maglia».
I compagni la aspettavano da un bel po’, ormai… Con chi si è sentito di più in tutti questi mesi?
«Ho avuto un buon rapporto davvero con tutti quando sono venuto qui la prima volta. Penso che i miei compagni mi abbiano accolto molto bene. Questo mi ha permesso di ritrovare il Randal di prima, diciamo... E sono stato molto, molto contento di come mi hanno accolto, che si trattasse di Manuel Locatelli, di Weston McKennie, di Khéphren Thuram o di tutto il resto del gruppo. Penso che ci abbiano davvero accolto molto bene e sono molto, molto contento di giocare con loro e di essere qui».
C’è stato un momento in cui ha capito che, alla fine, si poteva davvero tornare alla Juve?
«Penso che il momento sia stato durante questa trattativa, quest’estate: lì ho capito che sarebbe successo veramente».