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El Koudri, le ricerche sul web: "Digitò ’I will kill’ e ’terrorismo’. Si stava preparando alla strage"

September 20, 2026
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Emergono le espressioni scritte e cercate online da Salim prima dell’attacco in pieno centro. L’avvocato del fratello della vittima: "Un atto pianificato, nominerò un esperto di Islam".

L’avvocata Deborah De Cicco

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Salim El Koudri cercò ‘I will kill’ (ucciderò) e ‘I am attacking now’ (sto attaccando adesso) mentre navigava quasi compulsivamente su siti generalisti cercando notizie anche sugli attentati in Europa. Parole che emergerebbero nelle stringhe di ricerca. Ma non solo: l’attentatore avrebbe fatto ricerche anche sulle Brigate Rosse e su ‘Italian Terrorism’. A darne notizia è l’avvocato Deborah De Cicco, che assiste Giovanni Esposito, fratello di Monica, la donna deceduta a due mesi dal terribile attentato a causa delle gravissime ferite riportate.

"Il dato emerso delle ricerche online fino al giorno prima dell’attentato – ricerche sugli attacchi a Charlie Hebdo del 2015, di Manchester del 2017, dell’11 settembre 2001 e addestramenti jihaidisti, su terrore in Michigan, auto contro sinagoga, di attacchi con auto sulla folla – è inquietante ed è indicativo di quello che El Koudri stava per compiere, direi preparatorio alla strage che poi ha compiuto". sottolinea De Cicco. "È chiara l’intenzione, laddove le stringhe web riportano ‘I will kill’ e ‘I am attacking now’".

Le ultime frasi sarebbero state digitate il 7 e il 12 maggio scorsi, pochi giorni prima dell’attentato. Ci sarebbero anche ricerche sulle Brigate rosse e su ’italian terrorism", sottolinea l’avvocato. "Depositerò una memoria nell’interesse del mio assistito per il 2 ottobre, facendomi affiancare da uno dei massimi esperti in Italia in tema di terrorismo islamico, uno specialista, perché ritengo che ogni dettaglio dei video e delle ricerche effettuate debba essere adeguatamente vagliato e valutato da chi studia queste dinamiche e il loro simbolismo. Non sono esperta particolarmente di mondo islamico per cui questo è necessario affinché non mi sfugga nessun dettaglio determinante", continua il legale.

"Tutto perché venga contestata e poi riconosciuta l’aggravante di terrorismo e la premeditazione a carico di El Koudri", dice. Sono tantissime le parole chiave di ricerca su cui si sono concentrati gli inquirenti in questi mesi: gli agenti della Digos di Modena e Bologna hanno lavorato giorno e notte per estrapolare il ‘materiale’ dai device in uso a El Koudri e il quadro che ne emerge è allarmante. Ci sarebbero altre ricerche emblematiche: quelle legate allo Stato Islamico (Isis) ma anche quelle relative a terroristi e Bin Laden. Secondo gli inquirenti le ricerche relative a stragi o a siti islamici sarebbero ‘residuali’ nella mole complessiva delle navigazioni effettuate dall’indagato ma vengono ovviamente evidenziate.

Come noto a breve sarà depositata la perizia psichiatrica su El Koudri; una perizia che è stata in parte documentale – ovvero sono stati studiati tutti i verbali redatti dal Csm – e in buona parte, invece, legata ai colloqui in carcere dei consulenti con l’attentatore. I periti ritengono di poter escludere una condizione psichiatrica di El Koudri da quanto trapela: il giovane non sarebbe stato considerato al momento neppure parzialmente incapace di intendere e volere in base alla consulenza redatta dai periti incaricati dal giudice, Forghieri e Sartori.

In sostanza, secondo i consulenti l’indagato era consapevole di guidare ad alta velocità e di investire le persone, con l’intento di ucciderle quel giorno. La ‘bozza’ della perizia, che al momento non risulta definitiva, è stata condivisa con i periti di parte per le relative controdeduzioni che possono poi accogliere tutte o in parte. La diagnosi ‘finale’ del Csm era relativa al disturbo schizoide di personalità ma, in sostanza, seppur il disagio fosse ‘manifesto’ non avrebbe influito sulla capacità di intendere e volere dell’indagato. L’udienza in cui la perizia finale sarà illustrata in aula è, come noto, prevista per il prossimo due ottobre.

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