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Electrolux, i conti non tornano: “Più produzione, meno personale”

September 5, 2026

Solaro, le richieste di nuovi sacrifici accrescono i dubbi dei sindacati. Caruso (Uilm): “Intervenga il governo”

I lavoratori dell’Electrolux torneranno a incrociare le braccia per 8 ore. Le modalità saranno precisate dalle sigle sindacali assieme alla prosecuzione dello stato di agitazione

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Solaro (Bergamo) – Electrolux, per lo stabilimento di Solaro spiragli nella crisi, ma anche richieste di nuovi sacrifici per i lavoratori che accrescono i dubbi dei sindacati, i quali hanno proclamato 8 ore di sciopero in tutti i siti produttivi. Qui sono rimasti 90 esuberi tra gli operai e sono stati resi noti quelli tra gli impiegati, che sono 26. Nel corso dell’incontro svoltosi giovedì al ministero delle Imprese e del Made in Italy, la multinazionale ha tracciato le linee guida del nuovo piano industriale e le prospettive produttive del sito.

Il punto su Solaro

Per Solaro ci sono investimenti importanti e riorganizzazione del lavoro a fronte di un ridimensionamento dei tagli. I sindacati manifestano perplessità sulla realizzabilità del nuovo piano, che parte dal consolidamento della piattaforma Iris, avviata a fine 2025 per sostituire la storica linea Dorotea, che vedrà dal secondo semestre del 2027 l’avvio della produzione per il brand Ikea, puntando su silenziosità (fino a 37 dB), efficienza energetica e nuove tecnologie Smart. Per sostenere questo passaggio, all’investimento iniziale di circa 100 milioni di euro si aggiungeranno ulteriori 33,7 milioni, dei quali 27 destinati allo sviluppo del prodotto e 6,7 all’ammodernamento delle attrezzature e dei processi produttivi.

Il peso degli scenari internazionali

A incidere sul destino della fabbrica di Solaro è anche il contesto internazionale. Con un costo medio di produzione fissato a circa 250 euro a lavastoviglie (di cui 33 euro dedicati al lavoro diretto), i dazi imposti dal mercato statunitense hanno spinto il gruppo a delocalizzare la produzione destinata agli Usa direttamente in Nord America dal primo trimestre 2027. Per compensare, lo stabilimento di Solaro punta a incrementare i pezzi destinati al mercato europeo, passando dai circa 610mila stimati per il 2026 a una quota di circa 710mila unità annue. Il piano di efficientamento prevede modifiche sostanziali all’organizzazione interna del lavoro a partire dall’eliminazione del turno notturno. L’obiettivo aziendale è passare dagli attuali 90 pezzi prodotti all’ora a 103, per poi spingere la linea fino a 108 pezzi-ora. La linea vasche del 2008 verrà smantellata in quanto legata alla vecchia piattaforma Dorotea, mentre la nuova linea vasche Iris non verrà installata.

Le perplessità dei sindacati

Le sigle sindacali esprimono forti perplessità sulla reale tenuta del piano e sulla sostenibilità dei ritmi proposti. “Riteniamo fondamentale che investimenti di questa portata producano ricadute concrete sul piano occupazionale e sul consolidamento delle attività del sito”, dice Francesco Caruso, della Uilm Monza e Brianza. I sindacati mettono in guardia sul calo degli addetti, passati progressivamente da 534 a 498, ricordando come l’intesa passata sui 108 pezzi all’ora fosse legata a doppio filo all’inserimento di personale aggiuntivo sulle linee, e non a un sovraccarico per chi resta. Giudicata infine “confusa e poco trasparente” la mappa degli esuberi presentata dal gruppo per le varie sedi: a fronte di un lieve ridimensionamento rispetto ai dati diffusi ad aprile (da 1.719 a 1.450, cui si devono aggiungere 135 contratti a tempo determinato che no verranno rinnovati), la Uilm annuncia che la partita resta del tutto aperta e richiederà verifiche dettagliate nei prossimi incontri per garantire la tutela di tutte le maestranze di Solaro. Deve intervenire il governo – conclude Caruso –. Non è tollerabile il fatto che vogliano chiudere Cerreto, ridimensionare a livello occupazionale gli altri stabilimenti e nel contempo aumentare le produzioni con meno personale. Sono fermi a maggio 2026. Come Uilm la multinazionale sappia che resisteremo un minnuto in più di loro”.

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